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giovedì 20 febbraio 2020

Politica lunedì 23 dicembre 2019 ore 13:11

“Possiamo dare le risposte che la città attende”

Monica Bartolini, consigliera comunale Ascolta Piombino

“Un’eredità complicata”, con questo Ascolta Piombino dice di dover fare i conti, snocciolando alcune questioni in fatto di bilancio e pianificazione



PIOMBINO — “Che la situazione a Piombino sia complessa lo dicono le carte, quest’amministrazione deve affrontare il tema discarica, colpevole eredità del Partito Democratico, che dice le stesse cose di prima; Rimateria è propedeutica alle bonifiche, senza dire a quali bonifiche si riferisce, senza dire con quali progetti. Contestualmente ci ritroviamo con un bilancio che urla, uno sbilancio di meno 1,8 milioni di euro nella parte corrente, nel frattempo il Pd ci chiede, e noi glielo spieghiamo, come mai non accendiamo un mutuo da 1,5 milioni per terminare il Polo Culturale che ci costerebbe interessi per 70mila euro l'anno. Restando in tema biblioteca, ci preme ricordare che la precedente amministrazione ha speso 47mila euro per ristrutturare largo Appiani, oggi l’Asl ci dice che dobbiamo sgombrare a fine contratto, novembre 2020; la domanda sorge spontanea: ma si erano parlati prima? Leggiamo della nuova struttura dirigente del Pd senza avere grandi sussulti di meraviglia, anche in questo caso il leitmotiv politico ricalca la solita retorica: siderurgia-governo, porto, senza soluzioni pratiche”. Questo è il quadro fatto dalla lista civica Ascolta Piombino rappresentata in giunta dall’assessore Riccardo Gelichi e in consiglio da Monica Bartolini.

“Questo territorio ha grandi potenzialità in termini di diversificazione economica, che fino a oggi è stata concepita solo nei rifiuti e per i rifiuti, sbandierando inesistenti bonifiche”, è quanto continuano a sottolineare da Ascolta Piombino. “Peccato che ci hanno lasciato con la pianificazione strategica scaduta, chi lavora nel settore sa bene cosa vuol dire, pianificazione che gli chiedevamo di rinnovare dal 2014; ora serviranno almeno tre anni per ripartire con la nuova, e loro lo sanno benissimo”.

“Il turismo, - hanno aggiunto - fino a oggi è stato concepito solo a dieci chilometri dal centro abitato, un turismo per pochi operatori, che non è mai riuscito a comunicare con il centro abitato, con il commercio piombinese con l’economia immobiliare piombinese, con l'impresa piombinese, favorendo paradossalmente, la più vicina Follonica. La cinta urbana dovrà essere la chiave di volta per la diversificazione economica legata al turismo, solo così potranno partire decoro e lavoro”.

“Dobbiamo quindi proseguire su una strada molto difficile e impervia, profondamente convinti di poter dare le risposte che questa città attende”, ha concluso Ascolta Piombino.



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