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martedì 22 ottobre 2019

Attualità giovedì 02 giugno 2016 ore 09:00

Quali prospettive per le bonifiche e la discarica

La prima cosa da fare è togliere i cumuli presenti nell'area, altrimenti non potrà iniziare il percorso di messa in sicurezza e bonifica



PIOMBINO — Si è svolto l'incontro dedicato al tema delle discariche e delle bonifiche organizzato da un gruppo di cittadini di Colmata e dalle associazioni Lavoro Salute Dignità, Legambiente, Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro. Proprio le associazioni attraverso hanno fatto il punto della situazione con l'ausilio di documentazione specifiche e riportato le 11 osservazioni (leggi l'articolo consigliato, ndr) presentate alla Regione i merito alle sorti della discarica.

All'incontro hanno preso la parola molte persone dal pubblico compreso Valerio Caramassi, presidente di Rimateria, e l'assessore all'Ambiente Marco Chiarei.

Al centro del dibattito la fondamentale necessità di risanare il territorio per annullare i fattori di rischio per la salute pubblica e permettere nuova occupazione attraverso la reindustrializzazione delle aree ex Lucchini e delle aree portuali, risanamento che aiuterà anche la valorizzazione del turismo e dell'agricoltura di qualità. "In questa logica, - si legge in una nota degli organizzatori - l'ampliamento della discarica di Ischia di Crociano non deve risolversi in una mera operazione economica per ripianare i circa 20 milioni di debito accumulati da Asiu; essa deve essere al servizio della bonifica dell'area industriale accogliendo solo i rifiuti non riciclabili del SIN di Piombino".

"La scarsa attenzione ambientale - si prosegue - non ha stimolato la modernizzazione della siderurgia piombinese, favorendone anzi il declino: ricordiamo quindi allo stesso sindacato che occorre alzare lo sguardo dalla pur drammatica situazione contingente, per essere in grado di scorgere un orizzonte di nuovo lavoro e lavoro nuovo. Quindi la strada giusta è quella, non già di una sudditanza verso chi promette posti di lavoro, ma di un forte indirizzo e regia pubblica del governo e delle amministrazioni locali. Ora occorre ripartire proprio dal risanamento come fattore di rilancio economico, per favorire l'insediamento di nuove imprese in un'area così vicina al porto e con enormi potenzialità se dotata di infrastrutture, evitando un monopolio delle aree, rilasciando piuttosto concessioni puntuali su progetti corredati da piani industriali e garanzie".

Per quanto riguarda i progetti Aferpi si parla di una "generica timbratura delle aree bonificate; da rivedere anche il tracciato della 398 e la rete ferroviaria interna alla fabbrica. Per quanto riguarda Città Futura è emersa la necessità di intervenire al più presto.

"Non è accettabile l'evidente intenzione di Cevital-Aferpi di costruire così un monopolio di fatto delle aree portuali e circostanti, l'Amministrazione comunale di Piombino deve impedirlo anziché assecondarlo. - hanno sentenziato - Per iniziare il risanamento occorre trovare quanto prima i soldi per togliere i cumuli abusivamente presenti nell'area, altrimenti non può iniziare il percorso di messa in sicurezza e bonifica. Il risanamento è fatto di tante cose collegate fra di loro come, ad esempio, il riciclo dei rifiuti industriali per prodotti in sostituzione dei materiali di cava. Su tutte queste questioni fondamentale è il coinvolgimento dei lavoratori e della cittadinanza soprattutto da parte delle istituzioni locali e regionali".



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