RIGASSIFICATORE Martedì 13 Gennaio 2026 ore 10:11
Rigassificatore, sindaco chiamato ad agire

In una lettera i comitati cittadini chiedono al sindaco di sollecitare il Governo e valutare possibile azioni legali vista l'assenza di risposte
PIOMBINO — I comitati e i gruppi cittadini contrari all’arrivo e alla permanenza della nave rigassificatore nel porto di Piombino, dopo aver lanciato un appello alla Regione Toscana, hanno scritto una lettera al sindaco Francesco Ferrari.
“Ci rivolgiamo a Lei, Sindaco del Comune di Piombino, per un accorato appello perché faccia quanto nei suoi poteri in veste di Capo della Amministrazione Comunale e in quella di Ufficiale di governo a tutela della salute pubblica, affinché il rigassificatore ex Golar Tundra, ora Italis, lasci il porto di Piombino nel 2026, così come previsto in atti e in impegni dei vari Organi Istituzionali”, si legge nella lettera firmata dal Comitato Salute Pubblica, La Piazza Val di Cornia e Gruppo Gazebo 8 Giugno.
“Ci rivolgiamo a Lei affinché ponga in essere azioni politiche, amministrative, giurisdizionali a tutela e a difesa degli interessi della città che amministra. - prosegue la lettera - Confidiamo in Lei che è l'Autorità più vicina alla gente, più vicina al sentire della popolazione con la quale ha manifestato in tantissime iniziative pubbliche il proprio dissenso. Lei ha partecipato a quelle manifestazioni, assemblee, convegni condividendo preoccupazioni per l’inopportuna collocazione nel nostro piccolo e trafficato porto della Nave del Gas. Lei in rappresentanza dell'amministrazione comunale ha inoltrato, insieme a Greenpace, WWF e al sindacato USB, ricorso al Tar del Lazio mettendo in rilievo problemi di sicurezza, supportato da tecnici di fiducia che non hanno condiviso le esigue misure dell'area di danno previste nel RDS, le esigue estensioni delle fasce di interdizione, che hanno messo in guardia su aspetti inerenti l'esposizione della popolazione ad inquinanti nell'aria e alle possibili ripercussioni dell'ecosistema marino in seguito alle ingenti quantità di ipoclorito di sodio riversato in mare. Le problematiche sollevate sono ancora tutte lì e sono quelle che ci preoccupano pertanto confidiamo che Lei porti avanti la rivendicazione di vedere lasciare il porto di Piombino dalla Nave nel 2026”.
“Tutti gli atti adottati ai vari livelli autorizzano la permanenza e l'esercizio del rigassificatore fino al 2026. - hanno ricordato - La scadenza temporale viene richiamata dalla Giunta regionale quando ha concesso l'intesa con lo stato con atto 1210/2022, viene espressamente prevista la data del 2026 nell'autorizzazione del Commissario140/2022 e viene accordato l'esercizio per un triennio nella Autorizzazione Integrata Ambientale del Ministro per l'ambiente, atto n.145/2023, senza contare che lo stesso Governo con la nomina a suo tempo dell'ex governatore della Liguria implicitamente ha previsto una permanenza a tempo del rigassificatore a Piombino. La scadenza è vicina (l'esercizio a maggio del 2026), ma il Governo non ha ancora preso una decisione in merito. La procedura in Liguria è ferma al 2024 e non è stato individuato un sito alternativo, né nominato nuovo o altro Commissario per il trasferimento".
A questo punto i comitati chiedono di promuovere un incontro con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministro dell'ambiente per sollecitare atti concreti al fine di rispettare la scadenza del 2026. Tra le richieste anche il coinvolgimento di tutto il Consiglio Comunale, che già il 2 Dicembre si era espresso per il trasferimento del rigassificatore entro il 2026, e il coinvolgimento dei sindaci della costa firmatari della petizione dei comitati cittadini per una lettera da inviare alla Presidente del Consiglio dei Ministri affinché sostengano con propri atti le rivendicazioni del Comune di Piombino nel pretendere il rispetto della scadenza triennale.
Non ultimo, i comitati hanno suggerito di valutare l'assistenza di studi professionali giuridico legali di fiducia per tenersi pronti rispetto alle possibili prospettive che si potranno verificare.
"Riteniamo che, avvalendosi dei richiami della sentenza del TAR Lazio, che esplicita di non analizzare i rilievi del Comune proprio in virtù del fatto che la nave dovrà lasciare il porto, pena l'inattività, vi sia spazio fin d'ora per valutare quali azioni l'Amministrazione possa intraprendere. Oltre al dialogo politico, che appare la via più idonea, in assenza di risultati concreti questa comunità dovrà pur essere tutelata; per questo confidiamo nell’operato del Capo dell'Amministrazione, che svolge anche il ruolo di Ufficiale di Governo per la salute dei cittadini. Non è più il tempo delle attese, ma quello della coerenza e delle scelte coraggiose. Chiediamo che le Istituzioni locali si facciano scudo della volontà popolare per garantire che gli impegni assunti vengano onorati. La città vigilerà con attenzione affinché il 2026 segni la fine definitiva di questa servitù nel nostro porto", così conclude la lettera.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











