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Attualità mercoledì 20 aprile 2022 ore 07:57

Rigassificatore, confronto tra Ferrari e sindacati

Il porto di Piombino

Il sindaco di Piombino ha incontrato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb per illustrare la situazione



PIOMBINO — Le delegazioni sindacali hanno incontrato il sindaco Francesco Ferrari nell’ambito di una riunione in merito all’eventuale installazione di un rigassificatore all’interno del porto di Piombino.

Un confronto ritenuto necessario da tutti i rappresentanti sindacali locali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb. Tra i primi commenti a margine dell’incontro quello di Usb e Uil.

“Ringraziamo prima di tutto il sindaco per questo passaggio. Proprio il tema del metodo è stato il primo punto affrontato durante il nostro intervento. In una città e una provincia come la nostra, che va da Livorno fino a Piombino, che ha già pagato tanto e per tanti anni in termini di infrastrutture industriali ad alto impatto, si decide di calare dall’alto senza un confronto serio e costruttivo, un impianto come quello di un rigassificatore a terra e tutte le opere accessorie senza coinvolgere, appunto, il territorio interessato. In poche settimane sembra già tutto deciso e definito. Crediamo che basti solo questo, intanto, per chiedere un immediato stop a qualsiasi decisione e l’avvio di un confronto reale con tutti i soggetti. Un confronto entro il quale l’ultima parola spetta sempre al territorio”, hanno commentato dall’Unione sindacale di base che ha chiaramente espresso la contrarietà al progetto.

Tra le questioni esposte anche quelle ambientali, infrastrutturali, economiche e sociali, senza dimenticare le promesse e le necessità per il rilancio dello stabilimento siderurgico.

“Abbiamo chiesto che sia verificato con attenzione l'impatto che la nave gasiera potrà avere nel caso sia confermato che per 2/3 anni debba essere parcheggiata sul porto, sia in termini di sicurezza sia sulle altre attività esistenti. - hanno commentato dalla Uil - Da verificare con attenzione anche dove sarà ubicata la tubazione necessaria di circa 8 chilometri da interrare ad oltre 5 metri di profondità, per conoscere l'impatto con le altre attività esistenti. Solo dopo queste necessarie verifiche tecniche, compatibilmente con gli aspetti ambientali, per la Uil servirà valutare con attenzione tutti gli eventuali benefici occupazionali. Siamo ben consapevoli della criticità nazionale che la fornitura del gas rappresenterà in Italia a causa della guerra in Ucraina, ma il nostro territorio non può essere utilizzato e ricordato solo quando ci sono criticità”. 

Già nei giorni scorsi da Cgil erano emersi i dubbi sull’opportunità della messa in funzione di un rigassificatore nel porto. 

Un confronto ancora aperto che coinvolge a più livelli tutta la città.


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