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Lavoro venerdì 29 maggio 2020 ore 18:43

"Basta prendere in giro gli operai Jsw"

L'acciaieria di Piombino

Per Ugl il rinvio del piano industriale è impensabilei. Pronti alla mobilitazione Fim, Fiom e Uilm. Per il Campig Cig Jsw se ne deve andare



PIOMBINO — Alla notizia diffusa dal sindaco di Piombino riguardo la richiesta di un ulteriore anno per la presentazione del piano industriale per lo stabilimento Jsw Steel Italy si infiammano i sindacati. 

"Riteniamo questa richiesta irricevibile. - hanno commentato in prima battuta Vincenzo Tuvè Rsu Ugl e Claudio Lucchesi della segretaria provinciale Ugl -I lavoratori di Piombino non possono più essere presi in giro in questo modo. L'emergenza sanitaria ha comportato dei ritardi, comprensibile. Ma prendersi addirittura ulteriori 12 mesi è assolutamente ingiustificabile. Adesso basta. La multinazionale indiana deve presentare il suo piano industriale per Piombino. Un piano industriale dettagliato, finanziato e con tutti gli step cadenzati, per realizzare quanto promesso. In alternativa il Governo ne tragga le dovute conseguenze ed attivi subito un piano per la siderurgia nazionale, anche in ragione delle ultime notizie preoccupanti che arrivano da Taranto e da Terni. Questa situazione è diventata intollerabile. - hanno aggiunto - È impensabile per Uglm, aspettare ancora 12 mesi. Ci opporremo con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti a nostra disposizione, a questa richiesta scellerata e offensiva per Piombino che merita rispetto. È finito il tempo delle attese e dei rinvii".

Contrariati per più di un motivo i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm. "Colpisce che a partire dall’azienda, fino all’ultimo dei destinatari di tale eventuale richiesta, nessuno abbia sentito l’esigenza di confrontare tale preoccupante novità, con le organizzazioni sindacali a qualsiasi livello, prima di rilasciare le proprie dichiarazioni del caso. - hanno commentato Fim, Film e Uilm - Una caduta di stile e di metodo inedito che lascia pensare sul nuovo che avanza. Sul merito, conforta che al momento è confermata la call-conferenze (il 3 Giugno, ndr) tra il titolare del Mise, il ministro Patuanelli e la proprietà del gruppo indiano, informazione confermata anche dall’azienda, un passaggio che riteniamo a maggior ragione cruciale per le sorti di questo territorio. Ci aspettiamo dal Ministro una maggior attenzione per Piombino nell’ambito dell’emergenza Siderurgica Nazionale. Ci attendiamo per Piombino un intervento del Governo attraverso Cassa depositi Prestiti a fronte della presentazione del piano industriale da parte della multinazionale, un intervento governativo finalizzato agli investimenti certi e verificabili nel tempo. Pretendiamo per Piombino, certi che ne abbia il diritto, di essere convocati e aggiornati ad un qualsiasi livello, l’istante successivo al confronto programmato. Se questo non avverrà o se si registrasse sufficienza e disinteresse, data la possibilità di muoversi tra regioni dai primi di Giugno, le organizzazioni sindacali lavoreranno per una iniziativa per manifestare il proprio dissenso a Roma".

"L’ immobilità ci danneggia e ostacola la diversificazione. - hanno proseguito i lavoratori del Camping Cig - Per questo siamo convinti che la multinazionale se ne deve andare da Piombino; il Governo deve dare lo sfratto a Jsw. Lo Stato riprenda subito la guida dei settori strategici della economia nazionale, tra cui l’acciaio, nazionalizzando i nodi produttivi fondamentali secondo un piano siderurgico nazionale. Solo una mobilitazione unitaria e incisiva, a partire da forti mobilitazioni dei sindacati, sino al blocco della fabbrica entro il 3 Giugno, ci può salvare dal baratro".

“Il tempo passa e Jindal non decide. - ha aggiunto l’Unione sindacale di base - Il governo dice che sta andando tutto bene, ma nel frattempo investimenti e date certe zero. I sindacati confederali e le Rsu dicono sempre le stesse cose, cioè tavoli, cabine di regia e comunicati. Il sindaco di Piombino dice che Jindal ha chiesto ancora un anno prima di presentare il piano industriale. Usb chiede dove sta la verità? Qui non si gioca a nascondino, perché intanto noi lavoratori continuiamo con lo stare in cassa integrazione senza prospettive di lavoro”.



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