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Ritorni e radici

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia "Ritorni e radici" di Gordiano Lupi. Foto di Riccardo Marchionni



- — Tornare alla mia città di mare e sponde sconvolte dai venti, discariche nauseabonde e rocciose scogliere, altiforni spenti e centrali dismesse; la mia città che chiude finestre ossidate nelle sere d’inverno ed espone vasi di fiori rossi sui davanzali estivi. Intuire il silenzio, sfiorare le sue labbra, mentre i tetti dei palazzi di mare popolati da striduli gabbiani sognano malinconici uccelli dalle ali scheletriche. Amare la dolcezza dei tuoi occhi assenti, d’una fronte tesa verso il mare, delle mani che conservano un mondo, d’un ritorno esatto e circoscritto come un desiderio di luna. Le bilance di passato e presente non si fermeranno a pesare il tuo avvenire, avranno ben altro da fare, si occuperanno di giovani occhi intenti a scrutare la vita. Il mio cuore da tempo avrà smesso di arrossire, si farà da parte, approderà verso le sponde d’un me stesso dimenticato, prigioniero d’un viaggio angoscioso. 

Resistere al vento sarebbe la soluzione, forse impossibile con queste debole ali, come se fossero di piccoli uccelli incapaci di ripiegare su loro stessi. Accarezzare gli angoli bui della notte, cercare la patina densa di brina che si deposita su stanche tamerici. Lasciare i tuoi occhi perdersi dietro pensieri innocenti, ricordi come soffi di vento distratti dal sole, profumi notturni come sogni malati, incubi dispersi dal tempo che scorre. Le strade di Piombino, ripulite da polvere di carbone e angoscia, accolgono un rientro vagabondo, un ritorno in cerca di passato, di quel che non trovi perché non hai perduto, di palazzoni anneriti e calette nascoste da agavi spinose, di fichi d’india che tentano di maturare nel sole del meriggio, di rami ritorti di pini marittimi abbandonati. 

Tutto è ricordo, sogno breve e indistinto, vago sentore di spinose mattine d’autunno davanti al porticciolo di Marina, dove una vecchia scuola spalancava portoni e diffondeva speranze. Vivere sarà soltanto questo desiderio inappagato di ritorno verso quel che non può tornare, confondere sguardi e rimpianti mentre il sole scende lentamente nel mare e diffonde un rosso colore sul panorama languido delle tue radici.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata

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