Interviste Venerdì 10 Luglio 2026 ore 08:42
Sandro Leonelli e i segreti del profondo blu

Istruttore e fotografo subacqueo, da anni racconta il mare e tutte le sue sfumature coinvolgendo comunità e giovani generazioni
PIOMBINO — Tra i tanti segni che caratterizzano il paesaggio della Val di Cornia, un posto primario è occupato dal mare. Abbiamo quindi rivolto alcune domande a Sandro Leonelli che del profondo blu ne ha fatto una vera e propria missione.
Istruttore subacqueo utilizza autorespiratori ad aria dal 1986 e fotografo subacqueo dal 1990. In questi anni ha pubblicato foto su molte riviste del settore (Aqva, il Subacqueo, Sub, Pesca in Mare, Pescare Mare, Mondo Sommerso, Bell’Italia, ecc...) e partecipato a numerosi progetti di ricerche di relitti antichi con il gruppo subacqueo della Soprintendenza Archeologica della Toscana, insieme alla Marina Militare Italiana, la Guardia Costiera, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e a vari concorsi fotografici riscontrando importanti riconoscimenti. Con la Lega Navale Italiana di Piombino, con cui nell’anno 1998 ha creato il Gruppo Subacqueo, per più di venti anni ha operato in tutto il Mare della Toscana.
Recentemente è stato presentato il documentario dedicato al Parco di Punta Falcone e da qui abbiamo deciso di scoprire la sua attività e i progetti che ne sono nati.
Come è nato il documentario “Parco di Punta Falcone... un mondo dentro a tanti mondi”? Il progetto ha coinvolto realtà associative locali? Quanto è stata importante la collaborazione della comunità di Piombino?
Tutto comincia con un’idea, spesso un’intuizione che nasce da una curiosità profonda o da un’esigenza di raccontare storie nascoste, dimenticate o poco conosciute. Ma quello sul Parco del Falcone nasce soprattutto per l'amore di un territorio e di quanto, per me, sia un valore aggiunto a tutta la nostra comunità, regalandoci ogni volta emozioni uniche. In realtà quest'anno avevo pensato di lavorare su una pubblicazione raccontando attraverso un viaggio in barca, la spettacolarità del paesaggio costiero che il Comune di Piombino possiede, e cioè 17 miglia marine, quasi 30 km di costa che parte a sud da Torre Mozza e arriva più a nord a Punta del Molino. Poi per problemi logistici l'ho dovuto rimandare ma mi è rimasto una parte del copione da raccontare e che da solo rappresentava già un'importante trama di un documentario: il Parco di Punta Falcone. A questo punto entra in campo la mia esperienza vissuta con registi come Guido Morandini di Rai 5 e di Michele Fabbrini di GEO con i quali ho potuto apprezzare le loro qualità sul campo e di provare a lanciarmi in un mediometraggio, cosa che avevo già iniziato con piccoli corti. E così tutte le difficoltà tecniche, le fatiche della ricerca di coperture, immagini, interviste e altro sono passate in secondo piano grazie a tutti i volontari del Parco che mi hanno preso per mano e mi hanno fatto conoscere... e si arriva al sottotitolo: Un Mondo dentro a tanti Mondi. In questo viaggio senza confini, scopriremo che ogni piccolo mondo contiene dentro di sé l’universo intero. Basta solo aprire gli occhi e il cuore per lasciarsi trasportare in questo spettacolo infinito, dove la meraviglia non ha mai fine. E quindi fondamentale è stato il coinvolgimento del Comune di Piombino con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo e Quartiere di Salivoli, le Associazioni come Microcosmo, Lega Navale Italiana, gli Astrofili, Ass. il Falcone, Marinai d'Italia, Free Plastic a Api aria. La loro collaborazione è stata determinante.
Il docufilm è il tuo lavoro più recente, ma negli anni abbiamo potuto apprezzare opere come il libro “Memorie d'acqua”, pagine più recenti come “Mare... Luce su Piombino” e la mostra fotografica “Dentro il mare” che ha fatto tappa in diversi comuni toscani per promuovere la biodiversità e la difesa del nostro mare. I tuoi lavori mostrano un "paradiso sommerso", nel canale di Piombino e dell’Arcipelago Toscano credi che la fotografia possa aiutare a riscattare l'immagine turistica e naturalistica della città?
Sicuramente si: coloro che come me hanno la fortuna di immergersi in un Mondo che non ci appartiene, dove siamo solo degli umili ospiti, nel tempo ma soprattutto immergendomi con professionisti del settore, ho imparato quanto sia importante la documentazione, in questo caso la fotografia, perché è uno dei pochissimi modi per rivelare la magnificenza del mondo sommerso e Piombino per primo, con il suo Mare, la sua costa e con i suoi secoli di storia da raccontare. Ed è uno degli obiettivi principali della Mostra fotografica "Dentro il Mare" che ho il piacere di condividere con comunità che vivono lontani dal Mare. Quindi si, immortalare le peculiarità di una città e di un territorio aiuta moltissimo la sua immagine.
Ti immergi da più di 40 anni. Come e quando hai iniziato? Quale la scoperta o l'avvistamento più emozionante? C'è una immersione che non hai ancora fatto e che rappresenta il tuo sogno nel cassetto?
Sono 40 anni che mi immergo con l'autorespiratore, in realtà fin da piccolo uscivo in mare con maschera, boccaglio, pinne e una ciambella perché non sapevo nuotare, ma quel mondo che scompariva sotto di me ne ero già stregato e innamorato. In questa parabola della mia vita subacquea nel 2001 quello che ricordo con maggiore emozione è stata la prima volta che siamo scesi sul piroscafo Sgarallino, affondato nel '43 da un sommergibile inglese. Una discesa toccante: sapevamo che quel relitto rappresentasse per la comunità elbana-piombinese una ferita sempre aperta, e mi ricordo la prima volta che mi apparve la vista della nave troncata in due spezzoni fu qualcosa che segnò per sempre la mia passione di scendere sott'acqua. Da quel giorno mi accorsi che sotto il Mare è passata la storia e il Mare custodisce un ricordo degli anni e dei secoli passati meglio di un museo. In quell'occasione ho conosciuto e condiviso questo progetto con un Amico, Umberto Canovaro che oggi non c'è più, un legame di fratellanza che ci ha spinto negli anni successivi a diventare sempre più attivi in progetti di amore per il mare.
Qual è il messaggio principale che speri il pubblico colga guardando le tue foto e i tuoi documentari? Che valore ha per te l'educazione e la salvaguardia ambientale delle nuove generazioni?
Il mio sogno nel cassetto è che tutta questa documentazione che ho raccolto in questi decenni non venga dispersa, questo territorio con il suo mare si merita tantissimo. Proprio mercoledì ci hanno fatto visita il Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova con il quale collaboro da tanti anni. Abbiamo potuto fare insieme immersioni per aggiornare dei siti archeologici presenti in zona e ogni volta, dopo ogni immersione, resta una documentazione che metto a disposizione volentieri per le nostre scuole cittadine, affinchè le nuove generazioni possano trarne nuove conoscenze. Coinvolgere i ragazzi in questo percorso significa renderli protagonisti attivi del cambiamento, capaci di prendere decisioni sostenibili e rispettose dell’ambiente. La loro formazione, quindi, deve andare oltre i libri; deve includere esperienze dirette, contatti con la natura e strumenti per comprendere l’impatto delle proprie azioni.
Dina Maria Laurenzi
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