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mercoledì 19 giugno 2019

Attualità giovedì 29 giugno 2017 ore 14:32

Sbloccata la strada dopo una mattinata d'inferno

Chilometri di code in entrata e in uscita a Piombino per lo sciopero degli operai. Dopo la telefonata di Poletti, la decisione di liberare la strada



PIOMBINO — I lavoratori non si sarebbero mossi da li fino a quando non fossero arrivate notizie da Roma e tanto è stato. E' servita la telefonata del ministro del Lavoro Poletti al sindaco di Piombino Massimo Giuliani per smuovere la situazione che al Gagno, in strada e sotto il sole cocente, si stava facendo sempre più tesa.

A seguito delle notizie giunte da Roma (leggi l'articolo correlato), gli operai hanno sciolto il blocca stradale. La situazione traffico sta tornando lentamente alla normalità. Più facile il flusso in entrata, mentre in uscita da Piombino l'ingorgo deve tener conto delle numerose auto di turisti che provengono dal porto.

La mattinata per chi si è trovato in auto, da viale Unità d'Italia fino a Fiorentina, ha trascorso tutta la mattinata in auto. Tanti i cittadini inconsapevoli delle conseguenze dello sciopero e presidio annunciato dai rappresentanti sindacali anche con volantinaggio, tantissimi i turisti che rientravano dall'Elba o erano diretti verso il porto che si sono trovati inermi, imbottigliati e sotto il sole. 

Chilometri e chilometri di incolonnamenti. Nell'attesa c'era chi telefonava, chi ascoltava musica a tutto volume per ingannare il tempo, chi non condivideva le modalità di questo sciopero ritenendo del tutto inopportuno il blocca stradale specie alla vista di bambini a bordo, donne incinte, persone disabili, anziani e animali. Raggiunto il Gagno e allestito il blocco stradale, le auto sono state fatte passare a singhiozzi, non sono mancati momenti di agitazione e tensione tra gli operai e gli automobilisti e tra gli stessi operai ormai piegati dalla snervante attesa sulle sorti di Aferpi.

Arrivata la comunicazione del ministro Poletti sulla previsione di un ammortizzatore speciale, i sindacati hanno deciso di sciogliere il presidio. Durante la riunione fissata al Ministero dello Sviluppo economico per il 30 giugno ci sarà molto di cui discutere.



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