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Attualità venerdì 24 marzo 2017 ore 11:43

La protesta degli operai Aferpi arriva a Roma

Maurizio Landini durante lo sciopero dei lavoratori Aferpi

Da piazza Verdi i segretari nazionali Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato la protesta sotto Palazzo Chigi se non ci saranno sviluppi per Aferpi



PIOMBINO — Dal cavalcavia ex Lucchini è partita la marcia dei metalmeccanici della provincia di Livorno, duemila persone circa che sono scese in piazza per denunciare lo stallo riscontrato sul futuro dell'acciaieria di Piombino. Un corteo composto e dignitoso che è spianato le strade cittadine per raggiungere piazza Verdi. 

Proprio dal palco allestito in piazza Verdi, il cuore del centro cittadino, si è alzato il grido di protesta condensato dai segretari Marco Bentivogli (Fim), Maurizio Landini (Fiom) e Rocco Palombella (Uilm).

"Questa è l'ultima manifestazione che faremo qui. - ha detto Palombella in apertura - Il tempo è scaduto. Bisogna elevare e dare continuità alla nostra iniziativa, già da lunedì considerare che noi dobbiamo continuare a scioperare, ma a Roma perché questa deve essere una vertenza prioritaria per il Governo". 

"Accanto ai numero ci sono le persone, bisogna dare risposte alle persone. - ha fatto eco Bentivogli - Ecco perché deve andare avanti la nostra manifestazione". 

"Lunedì c'è un incontro a Roma, siamo in una fase difficile e complicata, ma insieme dobbiamo andare fino in fondo, fino allora non possiamo mollare. - ha concluso Landini - Se lunedì non ci saranno risposte andremo a Roma a palazzo Chigi dal presidente del consiglio. Per Aferpi è stato firmato un accordo, ci sono stati sacrifici dei lavoratori, se non c'è il rispetto degli investimenti allora siamo in presenza di una truffa verso lavoratori e governo".

Con queste intenzioni si è sciolta la manifestazione che per la prima volta ha visto la massiccia presenza degli studenti che oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori si sono uniti al loro grido di protesta sottolineando che questa non è solo la battaglia dei lavoratori di oggi, ma anche dei lavoratori di domani.

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