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Lavoro sabato 05 dicembre 2020 ore 17:55

Sviluppo delle aziende,confronto con Confindustria

Sicmi

Ad annunciarlo è il sindaco Francesco Ferrari commentando le dichiarazioni della proprietà Sicmi pronta a lasciare Piombino



PIOMBINO — "Il nostro territorio ha un potenziale enorme anche grazie al porto e alle sue banchine: è ora di sfruttarlo. L’attuale pianificazione urbanistica della nostra città, purtroppo, ha generato questo tipo di cortocircuiti a cui abbiamo tutta l’intenzione di porre rimedio: molti spazi affacciati sul mare sono occupati inutilmente dalla fabbrica con impianti ormai dismessi da decenni o da cumuli che si estendono per ettari ed ettari. Queste aree devono essere liberate, bonificate e messe a disposizione di una nuova, moderna e ambientalmente evoluta imprenditoria, che disegni un futuro nuovo per Piombino. Un futuro rivolto alla logistica, alla cantieristica navale e a molto altro, confidando, al contempo, in quel concreto rilancio dell’attività siderurgica che da tempo aspettiamo".

Così il sindaco Francesco Ferrari è intervenuto commentando la notizia della Sicmi Sea Style, l'azienda che realizza scafi e sovrastrutture per mega yacht, pronta a lasciare i capannoni di Montegemoli a Piombino. 

Le ragioni della decisione, come riporta il quotidiano Il Tirreno, una serie di problemi per la richiesta di permessi per la messa in acqua degli yacht che prevede il passaggio sulla Geodetica, l'intervento di Terna per disalimentare temporaneamente le linee elettriche e il permesso per entrare nell'area della ex centrale Enel.

"Sono molto dispiaciuto di apprendere della decisione di Pasquale Di Napoli di trasferire le produzioni piombinesi della sua Sicmi Sea Style: le sue dichiarazioni creano indubbiamente preoccupazione all’amministrazione e a tutta la città per il futuro dei dipendenti dell’azienda e del comparto. - ha aggiunto Ferrari - Il Comune, nella persona del sindaco e degli assessori competenti, è sempre stato vicino all’azienda, sempre pronto a recepirne le necessità e a fare il possibile per abbattere gli ostacoli, esattamente come cerchiamo di fare quotidianamente per tutte le aziende del territorio. Siamo ben consapevoli delle difficoltà che gli imprenditori si trovano a fronteggiare e, vista l’importanza dell’industria per Piombino, siamo sempre disponibili al dialogo e a farci portavoce del settore, se non a risolvere i problemi quando di nostra competenza. Più in generale, - ha proseguito - è in quest’ottica che si è creata una naturale collaborazione con Confindustria, con cui ci confrontiamo dal primo momento, per limare le criticità logistiche di un’azienda la cui sede operativa, purtroppo, non si affaccia direttamente sul mare e di tutte le aziende che soffrono problematiche di questo genere. Alla luce di tutto ciò, ci saremmo aspettati un distinguo da parte dell’azienda, il cui comprensibile sfogo non può ricadere, neppure implicitamente, su soggetti privi di responsabilità come il Comune".

La prossima settimana, intanto, è previsto un incontro con Confindustria sul tema per favorire lo sviluppo delle aziende locali, Sicmi Sea Style compresa.

Sull'argomento è intervenuto anche Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino sottolineando come la lista abbia più volte sollecitato per un miglior utilizzo delle aree prospicienti il porto ex Enel. "Attendiamo da troppo tempo dismissioni, bonifiche e una destinazione d’uso congrua con gli elementi antropici caratterizzano quei siti. - ha aggiunto Gelichi - Nessuno ha pianificato alcunché rispetto a un nuovo corso economico parallelo alla siderurgia; questo perché qui aspettiamo solo assistenza. Lo disse Antonio Gozzi che non c’erano le condizioni ambientali per investire su Piombino e probabilmente era vero, altrimenti oggi avremmo evitato un calvario per un forno elettrico. Oggi, anche se sembrerebbe, non siamo nel solco della continuità, manca proprio il solco, manca totalmente un’idea di territorio; il fatto che non vogliamo aiutare le aziende che guardano le economie del mare, aspettando la statalizzazione di tutto, significa che non ci siamo proprio. Forse andrà bene ai padri, i figli dovranno andarsene".

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