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Attualità mercoledì 27 marzo 2019 ore 08:44

Investimenti e burocrazia, imprese nel limbo

Confindustria ha chiesto una scossa per accelerare gli investimenti. Non solo Aferpi in attesa. "Che fine hanno fatto le procedure semplificate?"



PIOMBINO — I tempi dell'economia non coincidono con quelli della burocrazia. No, non è la solita filastrocca recitata nel mondo del lavoro, ma per Confindustria Livorno Massa Carrara sembra essere un punto di non ritorno all'interno del quale si trova incastrata la città Piombino. 

"Il percorso di guerra che i militari devono superare nelle esercitazioni contiene certamente minori ostacoli e peripezie dell'istruttoria descritta per il progetto del treno rotaie, che Aferpi ha presentato per l'approvazione. Eppure, da quando fu sottoscritto, nel lontano 2014, tra entusiasmi e celebrazioni, l'Accordo di Programma oramai è trascorso un lustro". Così si legge in una nota di Confindustria dove fa riferimento alla recente volontà esternata da Jindal di investire per la realizzazione del nuovo treno rotaie. Ma la documentazione, che attualmente risulterebbe incompleta, e il fattore tempo, considerati i due mesi scarsi alle elezioni, farebbero slittare i tempi per la realizzazione dell'investimento (leggi qui sotto gli articoli correlati)

Per Confindustria, però, il caso Aferpi è solo uno degli esempi. 

"Oggi abbiamo sul territorio nuovi investitori tra i quali spiccano Jindal South West Steel, Liberty House, GE Nuovo Pignone, Piombino Industrie Marittime, per non parlare della recente sorpresa rappresentata dalla cantieristica della società Sicmi Sea Style. - si legge nella nota - Occorre, con estrema urgenza, procedere al monitoraggio dello stato delle procedure di tutti i progetti di investimento, nessuno escluso, e costituire un gruppo interforze, esattamente come si fa per la Protezione civile, costituito dai responsabili dei singoli procedimenti amministrativi degli Enti che a vario titolo istruiscono le procedure e stabilire, per ogni progetto, adempimenti con tempi certi e definiti per concludere le istruttorie".

"Viene da chiedersi che fine abbiano fatto le procedure semplificate dell'Accordo di programma e le buone intenzioni per la reindustrializzazione. - si prosegue - Il concetto dovrebbe essere semplice e quindi prevedere che alle situazioni straordinarie che hanno generato una crisi poderosa durata oltre dieci anni, si debba rispondere con misure di straordinaria amministrazione e non certamente con paradigmi burocratici che scoraggerebbero chiunque. Si potrà obbiettare che le leggi, le norme, le procedure, le circolari e i regolamenti non consentono accelerazioni, ed allora torna l'interrogativo a che cosa sia servito sottoscrivere l'accordo di programma. Il tempo stringe in maniera implacabile, gli investimenti impongono tempi di esecuzione che non lasciano spazio alle consultazioni senza tempo".

Insomma, per Confindustria servono modalità non di ordinaria amministrazione per far fronte a queste necessità.


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