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Attualità mercoledì 19 febbraio 2020 ore 19:26

Sul futuro di Villamarina s'infiammano i Comitati

La protesta durante il laboratorio promosso dall'Asl Toscana Nord Ovest per raccogliere le proposte per il Piano Integrato di Salute



PIOMBINO — L'incontro organizzato dall'Asl Toscana Nord Ovest che prevedeva il laboratorio partecipativo per raccogliere indicazioni e proposte per lo sviluppo del Piano Integrato di Salute ha visto accendersi il Comitato Salute Pubblica e il Comitato Lasciateci Nascere a Piombino

I due Comitati si sono dati appuntamento al centro giovani per poter dire la loro leggendo due comunicati in cui chiedevano una serie di punti per la tutela dei servizi dell'ospedale Villamarina di Piombino, tra i punti salienti quelli dedicati a cardiologia, chirurgia, ortopedia e il punto nascita.

Vista la modalità dell'incontro gli organizzatori non hanno fatto intervenire i comitati invitandoli piuttosto a partecipare ai lavori e compilare il questionario preposto. Opzione che ha scatenato la protesta. Molti aderenti ai Comitati e cittadini hanno lasciato la sala amareggiati. 

Accorato e indignato l'intervento di Marida Leoni esponente del Comitato Lasciataci Nascere a Piombino che ha sottolineato come quello di Piombino stia diventando "un ospedale da terzo mondo. Vogliamo paragonare quello che si fa a Cecina e quello che si fa a Piombino? E ci venite a raccontare di ospedale unico? Più volte abbiamo cercato il confronto ma non abbiamo trovato un interlocutore che ci ascolta e prenda in considerazione le nostre richieste".

Attualmente, come ha spiegato il Comitato, l'ospedale di Piombino non può più garantire ad una donna: il parto spontaneo e taglio cesareo programmato e/o in urgenza; l'ambulatorio senologico dedicato alla prevenzione e alla diagnosi e chirurghi specializzati per il trattamento del tumore al seno; gli accessi al pronto soccorso per sintomatologie ginecologiche e/o ostetriche che potrebbero portare a un eventuale ricovero; accessi al pronto soccorso dopo la 25esima settimana di gravidanza; codice rosa; interventi ginecologici e/o ostetrici programmati e urgenti che prevedono un ricovero notturno.

"L'Azienda aveva promesso che le donne sarebbero state protette e tutelate durante tutto il percorso di gravidanza e parto e post parto. Che avrebbe accolto proposte per nuovi percorsi assistenziali ostetrici garantendo una continuità assistenziale ostetrica durante il periodo ponte così l'azienda l'ha definito. Ad oggi nessuna attività di potenziamento interessante le attività consultoriali e ospedaliere interessanti il profilo professionale ostetrico ma esclusivamente quello ginecologico. Le uniche due eccezioni sono le visite domiciliari consultoriali e l'ambulatorio consultoriale della gravidanza fisiologica che facevano già parte di un progetto precedente la chiusura del Punto Nascita. La donne in gravidanza non sono state supportate con percorsi psicologici specifici ma si trovano a dover gestire autonomamente situazioni che le predispongono a stress e ansia. Si ritrovano a fare viaggi fra i due presidi di Piombino e Cecina alcune volte anche senza una valida motivazione. Per questo il Comitato non può accettare tutto questo e chiede a gran voce la riapertura del punto nascita e di tutte le attività connesse alla vera tutela della donna".

Allontanato il Comitato Salute Pubblica con Roberta Degani che ha continuato ad elencare al megafono tutte le criticità dell'ospedale di Piombino.

Il timore che traspare è che il nosocomio piombinese diventi un cronicario e che offra sempre meno servizi.



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