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Attualità lunedì 14 dicembre 2020 ore 21:19

“Non dovevo essere licenziato”

Giacomo Termine

Il sindaco di Monterotondo Marittimo e dipendente comunale ha commentato la sentenza del Tribunale del Lavoro dopo il licenziamento a Dicembre 2019



PIOMBINO — “La legge vince sullo squadrismo politico del sindaco di Ferrari! Il Tribunale di Livorno accoglie il ricorso, non dovevo essere licenziato”. Così Giacomo Termine, che ha diffuso la notizia su Facebook, ha commentato la sentenza del giudice che ha accertato “l’illegittimità del recesso dal rapporto di lavoro comunicato dal Comune di Piombino in data 24.12.2019 e il conseguente diritto del ricorrente a proseguire il periodo di prova nei termini e nei tempi dell’art 20 Ccnl” e ordinato al Comune di Piombino di “riammettere in servizio Termine Giacomo per la prosecuzione del periodo di prova nei tempi e nei termini del Ccnl”.

Giacomo Termine è il sindaco di Monterotondo Marittimo e dipendente in prova nel Comune di Piombino (leggi qui sotto gli articoli collegati).

“Una sentenza che in termini più generali, nel confermare i diritti e la legittimità dei permessi dei sindaci, difende i meccanismi di funzionamento del nostro Stato Democratico. - ha aggiunto - Nella categoria dei permessi retribuiti ci sono tante tipologie tutte finalizzati ai diritti sociali e di partecipazione: maternità e paternità, sindacati, matrimonio, studio, assistenza familiari, seggi elettorali, lutti, concorsi e esami, donazioni di sangue e, appunto, le cariche pubbliche elettive”.

Soddisfatto il sindacato Cgil che ha sostenuto sin dall’inizio le ragioni di Termine. “Esprimiamo soddisfazione per la sentenza del Tribunale di Livorno con cui si ordina al Comune di Piombino di riammettere in servizio il dottor Giacomo Termine per consentirgli di proseguire il periodo di prova nei termini e nei tempi previsti dal Ccnl. Il provvedimento emesso dal Tribunale lo scorso 11 Dicembre conferma infatti quanto dichiarava la Cgil un anno fa: la decisione del Comune di Piombino di recedere dal rapporto di lavoro instaurato con il sindaco di Monterotondo Marittimo è illegittima. Riteniamo che l'amministrazione comunale di centrodestra che governa la città di Piombino si sia resa protagonista di uno scivolone nel goffo tentativo di fare uno sgambetto al dottor Termine, sindaco Pd di Monterotondo Marittimo. Continuiamo dunque a pensare che la mossa dell'amministrazione comunale di Piombino sia stata del tutto strumentale. Riteniamo infine importante che il Tribunale di Livorno abbia confermato nella sostanza il principio che tutti i cittadini, anche quelli meno economicamente facoltosi, possano assumere incarichi politico-amministrativi nei piccoli Comuni: in ballo c’è infatti il diritto di ciascun cittadino di poter usufruire dei permessi stabiliti dalla legge per poter svolgere nel migliore dei modi l’incarico per cui si è stati eletti”.

Dalla lettura della sentenza in una nota si è detto soddisfatto anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari: “Un provvedimento che non riconosce le ragioni invocate da Termine obbligandolo, addirittura, a pagarsi le spese legali. Le domande di Termine sono state tutte respinte dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Livorno: Termine aveva chiesto che il Giudice lo dichiarasse dipendente del Comune di Piombino a tempo indeterminato. Alla base della domanda sosteneva che il Comune aveva comunicato il recesso tardivamente, abbondantemente dopo la conclusione del periodo di prova. Ma soprattutto, aveva chiesto al Tribunale che quel recesso fosse dichiarato illegittimo e discriminatorio. Il Tribunale, invece, ha stabilito che il periodo di prova non si era ancora concluso, vista la scarsissima presenza del dipendente negli uffici comunali; pertanto, Termine potrà, se vorrà, riprendere il periodo di prova a Piombino, all’esito del quale il datore di lavoro, ovvero il Comune, potrà decidere se assumerlo oppure no. A lui la scelta se abbandonare il posto a Gavorrano, dove era nel frattempo tornato come dipendente, e proseguire la prova che la legge prevede al fine di consentire al datore di lavoro di valutare l’operato del lavoratore e dunque decidere di assumerlo o meno. Il Tribunale del Lavoro ha giudicato Termine come dipendente, come ha fatto il Comune di Piombino all'epoca, e non come segretario di un partito. Perchè è questo il ruolo di Termine a Piombino: il dipendente, al pari degli altri circa 200 che ogni giorno mandano avanti la macchina comunale”.

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