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Attualità lunedì 03 febbraio 2020 ore 11:13

Variante Rimateria, le osservazioni di Legambiente

Nove punti che mettono in dubbio la variante con la quale il Comune prevede un parco urbano invece che l’ampliamento discarica



PIOMBINO — Sono nove le osservazioni che il circolo Legambiente Val di Cornia avanza nei confronti della variante della zona di Ischia di Crociano che cambia la destinazione d’uso da area di trattamento, riciclo e smaltimento rifiuti (F6) in area di parco pubblico urbano (Fg).

“Tra le principali osservazioni rileviamo che il cambio di destinazione d’uso causerebbe l’insostenibilità economica degli interventi di bonifica già progettati, sia per quanto concerne le discariche già esaurite, sia dell’area Li53 che dell’intera area Sin in quanto si necessitano concentrazioni inferiori dei parametri chimici del suolo. - hanno spiegato in una nota - In aggiunta, l’impossibilità di gestione dei rifiuti provenienti dalla rimozione dei cumuli abbancati abusivamente, dalla messa in sicurezza dell’area, dalle demolizioni, dalla rimozione dei cosiddetti hot spot e la bonifica dei terreni provenienti da Città Futura. La demolizione dell’impianto TAP sarebbe un enorme danno erariale, - hanno aggiunto - dato il costo di circa 10 milioni di finanziamenti pubblici e consistenti contributi comunitari, con la prospettiva che l’Unione Europea richieda il rimborso delle somme versate come cofinanziamento. Inoltre, si priverebbe il territorio di asset strategici indispensabili al risanamento ambientale ed alla competitività del sistema territoriale”.

Con le osservazioni, inoltre, Legambiente vuole “rilevare il contrasto con le finalità industriali dell’area, previste nel piano strutturale e la mancata dimostrazione della compatibilità, in termini di salute pubblica, dei potenziali fruitori di tale area a parco in relazione con gli ambiti industriali circostanti che rimarrebbero ancora in essere. Esiste già un progetto di rinaturalizzazione delle discariche già approvato con VIA e con parere positivo della Soprintendenza, di cui si avrebbe la certezza di essere realizzato, al contrario della Variante. Questo è previsto dal piano industriale di Rimateria, dopo la chiusura delle discariche. La variante interferisce con questo progetto preesistente senza assicurarne la realizzazione”.

E ancora: “Si osserva il Contrasto con il PTC della Provincia di Livorno che prevede un Sistema funzionale delle attività economiche e individua obiettivi prestazionali per il consolidamento della presenza industriale, tra i quali: un Sistema funzionale dei rifiuti, che deve poter soddisfare lo smaltimento dei rifiuti prodotti sul territorio. Si omettono pareri ambientali come quello del Nucleo regionale di Valutazione di Impatto Ambientale e successiva delibera della Giunta Regionale rilasciati nell’ambito del procedimento di Via”.

Sotto il profilo ambientale, nel senso di tutela dell’ambiente, l’opzione zero (mancata realizzazione del progetto Rimateria) non è quindi preferibile, sia rispetto al tema della necessità di provvedere alle operazioni di bonifica, che rispetto alle problematiche di emissione degli odori, che potrebbero invece essere gestite attraverso specifiche prescrizioni e modalità di coltivazione. - hanno commentato - Quello che non è accettabile è che il documento preliminare, di assoggettabilità ad una valutazione strategica (VAS), da sottoporre alla commissione regionale, sia così lacunoso e scarso di analisi. In pratica manca del tutto una valutazione strategica, da parte dell’amministrazione comunale, una sua proposta di strategia di bonifica, di gestione del territorio industriale e dei rifiuti speciali-industriali, da portare in discussione. Non fa una seria analisi, di quelli che potranno essere gli impatti secondari ed indiretti che potranno determinarsi con una variante di questo tipo, dando per scontato che il termine parco o area verde significhi salute e pertanto, una tale destinazione non determini impatti derivati di alcun tipo“. 

Per questo Legambiente chiede che si presenti un vero e qualificato studio di VAS come prescritto dalla normativa vigente.

“Si dica, almeno a grandi linee, dove devono finire i rifiuti presenti e futuri dell’area industriale, come devono essere trattati e con quali convenienze economiche. - e concludono - In conclusione crediamo che questa variante sia un atto che concretamente impedisce gli interventi di risanamento ambientale di quell’area, al contrario di ciò che l’amministrazione vuole far credere”.



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