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mercoledì 11 dicembre 2019

Politica domenica 13 gennaio 2019 ore 17:17

Vendita delle quote Rimateria, futuro già scritto

Questa è la sensazione in Consiglio quando il consigliere Fabrizio Callaioli, che aveva chiesto uno stop temporaneo, ha appreso il parere del giurista



PIOMBINO — Ancora un Consiglio comunale spinoso che non placa gli anima di quanti hanno chiesto più tempo prima di concludere la vendita dell'ultimo pacchetto azionario ai privati. Il consigliere Fabrizio Callaioli (Prc) aveva chiesto infatti la sospensione nel rispetto dei tempi del ricorso del Comitato Salute Pubblica al rigetto della Commissione referendaria.

Ma, nonostante in un primo momento, sono stati concessi 60 giorni di stop, altro tempo non sarà concesso. La motivazione? E' nelle mani del sindaco Massimo Giuliani che ha letto il parere di un professore "il quale - ha spiegato Callaioli in una nota condivisa sui social - sostiene l’impossibilità di differire l’aggiudicazione definitiva delle azioni a Navarra, perché l’aggiudicazione sarebbe già avvenuta il 22 ottobre u.s. per mano del Seggio di Gara nominato dal CdA di Rimateria e comunicata con posta elettronica certificata a Navarra il 23 ottobre 2018".

Per Callaioli però qualcosa non torna. Il consigliere di Rifondazione comunista si domanda come sia stato possibile che la vendita delle quote può considerarsi avvenuta nelle date indicate dal giurista se il lavoro della Commissione è terminato il 16 novembre.

"Appare chiara a chiunque la grave scorrettezza consumata ai danni della commissione, del Comitato Promotore e dei cittadini piombinesi tutti: mentre stavamo decidendo se fosse ammissibile il referendum sulla vendita delle azioni, l’amministrazione faceva continuare la procedura di vendita. - ha denunciato - Non si può, da una parte condurre un confronto con i cittadini per valutare l’opportunità di fare una cosa (il referendum sulla vendita), e dall’altra fare la cosa che sarebbe oggetto del referendum, ossia la vendita stessa. Ho chiesto al sindaco di spiegarmi quando è che eravamo stati presi in giro: ieri, con la consegna di un documento basato sulla notizia della aggiudicazione in data 22 ottobre, oppure durante i lavori della commissione, quando ci fornivano documenti da cui risultava che l’aggiudicazione non ci fosse ancora stata?".

Dello stesso tono il consigliere di centrodestra Francesco Ferrari che aveva rappresentato il Comitato nei lavori di Commissione per il referendum contro l'ampliamento.

"Ci hanno preso in giro ben bene. - ha commentato in una nota sui social - Hanno raggiunto il colmo, ormai senza più alcun pudore, portano avanti il loro progetto senza curarsi di rispettare i diritti dei propri concittadini. Nel consiglio comunale di venerdì ci è stato detto che la vendita del 30% delle quote azionarie a Navarra Spa non può più essere rimandata senza rischiare un’azione risarcitoria. E sapete perché Asiu deve ormai vendere le azioni a Navarra Spa senza più rinvii? Perché dopo la presentazione delle richieste referendarie, e nonostante ciò, Asiu si è impegnata nel cedere il 30%, senza prevedere la facoltà di sospendere la vendita fin tanto che non si fosse concluso il procedimento referendario. In altre parole, - ha concluso - pur sapendo che la cittadinanza poteva essere interpellata sulla vendita si è cementificato l’impegno: negligenza o malafede?".



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