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mercoledì 20 marzo 2019

Attualità martedì 08 gennaio 2019 ore 10:17

"A noi risulta una sola Navarra"

Il Comitato Salute Pubblica con in mano una visura camerale risponde al sindaco che aveva ipotizzato un caso di omonimia



PIOMBINO — Nella seduta del Consiglio Comunale del 30 ottobre 2018 la consigliera Carla Bezzini (Un'altra Piombino) aveva espresso le sue perplessità circa la società a cui l’Amministrazione si stava accingendo a vendere il secondo lotto del 30 per cento delle quote della società Rimateria spa, visto che sulla Navarra gravavano pesanti sospetti per traffico illecito di rifiuti.

"Il sindaco Massimo Giuliani rispose quasi con sdegno, ammonendo la consigliera suddetta ed i numerosi cittadini presenti di stare bene attenti prima di muovere accuse diffamatorie ai danni di una pregevole società che si era distinta nel campo della gestione dei rifiuti in grandi città italiane, e che non basta andare a fare ricerche su Google visto che esistono molti casi di omonimia", ha ricordato il Comitato Salute Pubblica che nei giorni successivi ha fatto una visura camerale per verificare le credenziali di questa società.

"Ebbene, ora ne siamo certi: la società Navarra spa alla quale i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto si apprestano a vendere il 30 per cento delle quote di Rimateria è la stessa società Navarra che è ed è stata coinvolta in indagini in tutta Italia sul traffico illecito di rifiuti", ha riferito il Comitato in una nota. 

"Se il sindaco socio di maggioranza della Rimateria spa è in possesso di notizie certe rassicuranti (come ci auguriamo che sia, vista la sua determinazione a vendere a questa società) lo invitiamo a comunicarle in modo puntuale alla cittadinanza, invece di redarguirla in maniera generica". 

Al momento, le informazioni di cui è in possesso il Comitato Salute Pubblica sono molte e non rassicuranti, "non esistono condanne, - hanno detto - ma i sospetti ci sono, non solo nelle Procure e nei Tribunali, ma anche nella Commissione Parlamentare dei Rifiuti". Condizioni ragionevoli per il Comitato di fermare la vendita delle quote azionarie.

Non è tardata ad arrivare la risposta del sindaco Massimo Giuliani che in una nota ha ribadito la credibilità della società.



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