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Attualità venerdì 13 luglio 2018 ore 10:18

Venti anni per il parco di Baratti e Populonia

L'11 Luglio del 1998 apriva le porte ai visitatori il parco archeologico di Baratti e Populonia cresciuto. Ecco come è cambiato da ieri a oggi



PIOMBINO — Il Parco archeologico di Baratti e Populonia ha compiuto 20 anni. L’11 Luglio 1998 l’area archeologica di Baratti apriva le sue porte ai visitatori con una veste tutta nuova. Si inaugurava infatti, alla presenza dell’allora Ministro Walter Veltroni, il primo lotto del Parco archeologico di Baratti e Populonia, realizzato grazie a finanziamenti del reg. CEE 2081/1993-1° triennio per un investimento complessivo di oltre Euro 3.360.000,00 (di cui oltre il 70% finanziato dal contributo comunitario.

A partire da quel momento il volto di quel territorio è cambiato completamente, non solo per l’apertura al pubblico di una nuova area, quella della necropoli delle Grotte, ma anche per il criterio utilizzato per strutturare i percorsi di visita e per la valorizzazione e fruizione dell’area. 

Il Parco infatti è stato dotato di un suo centro visita e bookshop, di pannelli illustrati lungo i percorsi, di un centro di archeologia sperimentale pensato già allora, in periodi non sospetti, per rendere l’archeologia alla portata di tutti. 

Negli anni le attività all’interno dell’area non si sono mai fermate: l’Acropoli di Populonia, il monastero benedettino di San Quirico e il territorio della città sono stati oggetto di scavo e di ricognizione archeologica finalizzati all’approfondimento dei temi riguardanti la topografia della città e della campagna in età etrusca, romana e medievale. La ricerca è stata condotta in modo tale che le nuove scoperte fossero messe in evidenza in maniera fruibile e comprensibile per i visitatori. Attraverso un finanziamento PISL è stato possibile progettare un intervento coordinato nel quale hanno interagito un pool di Università (Siena, Pisa, Roma 3, Venezia, Firenze), la Soprintendenza Archeologica della Toscana e la Parchi val di Cornia impegnate nell’ambito della ricerca, della tutela e della strutturazione e gestione del nuovo lotto del parco archeologico.

Così, dopo meno di 10 anni dall’apertura del primo lotto del Parco, il 30 marzo 2007, venne inaugurata una nuova area, quella dell’Acropoli.

A distanza di 20 anni il Parco si presenta ancora rinnovato. Ed è sempre l’Acropoli di Populonia a mostrarsi con un nuovo volto grazie a nuovi percorsi, mosaici restaurati e restituiti alla visita, ricostruzioni di strutture antiche realizzate grazie al progetto finanziato da Arcus (oggi Ales - Arte Lavoro e Servizi S.p.A). Un lavoro importante che non rappresenta tuttavia un punto di arrivo, ma un nuovo trampolino di lancio per altri progetti, come quello attualmente in corso dei “Grandi Attrattori”, che vede coinvolte tre città etrusche della Toscana: Populonia (Piombino), Cortona e Volterra.

Questo è oggi il parco: oltre 100 ettari di aree archeologiche valorizzate e fruibili nello straordinario paesaggio del promontorio di Piombino; un eccezionale patrimonio archeologico visitato ogni anno da quasi 50.000 persone. 

Una serie di appuntamenti hanno animato il parco in questi giorni, gli esperti hanno presentato anche gli ultimi aggiornamenti sugli scavi in corso.



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