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Attualità mercoledì 07 ottobre 2015 ore 19:43

Rebrab: "Vogliono arrestarmi per farmi tacere"

Dal Brasile il presidente di Cevital si difende dalle accuse del governo algerino e contrattacca. E domani c'è l'incontro al Mise sul programma



PIOMBINO — Dal Brasile all'Algeria passando per Roma e Piombino. Assume sempre più i contorni dell'intrigo internazionale il futuro dell'industria (e dei lavoratori) piombinesi. Il nuovo tassello del puzzle arriva dalla diretta voce di Issad Rebrab che dal Brasile accusa il suo governo di volerlo arrestare, seguito a stretto giro da una risposta del governo stesso che nega l'esistenza di un mandato di cattura nei suoi confronti.

La vicenda origina dall'accusa che il ministro Abdesslam Bouchouareb aveva mosso a Rebrab di truffa allo Stato circa l'operazione che aveva portato all'acquisizione della della francese Brandt e dei relativi macchinari il cui costo sarebbe, secondo l'esponente del governo algerino, stato gonfiato di diversi milioni di euro. Accusa prontamente rimandata al mittente da Rebrab che ora non ci sta e contrattacca.

In un’intervista all’agenzia stampa algerina “Tsa” il patron di Cevital ha dichiarato “la voce è fondata (riguardo a un mandato di arresto nei suoi confronti, ndr), vogliono farmi tacere. Ovviamente se non avrò le adeguate rassicurazioni ritarderò il mio ritorno in Algeria. Invece di prendere atto della gravità delle cose agiscono così. Invece di chiamarmi per dialogare e per parlare dei blocchi e dell’avvenire del nostro Paese queste persone cercano di arrestarmi per farmi tacere. Provano a far tacere tutti quelli che criticano. I governanti attuali sono il più grande pericolo per il nostro Paese. Mi accusano di aver importato macchinari usati per lo stabilimento Brandt di Setif ma è falso, i giornalisti possono andare sul posto per verificare e constatare la menzogna. Possono anche venire nelle nostre fabbriche in Francia"

Il governo però ha smentito l’indiscrezione sottolineando “non c’è nessun mandato di cattura nei confronti di Rebrab, si tratta di semplici illazioni”. L’agenzia algerina riferisce che nei prossimo giorni il Dipartimento di giustizia dovrebbe emettere una nota per fare luce sulla vicenda.

Quello che potrebbe essere rubricato come uno scontro fra un governo e il suo imprenditore più ricco arriva però alla vigilia di un incontro cruciale per il futuro di Piombino: domani pomeriggio infatti il presidente della Regione Enrico Rossi sarà a Roma al Ministero per lo sviluppo economico per incontrare i vertici di Cevital e fare il punto sulle tempistiche attese nel piano di reindustrializzazione.

Il primo incontro sarà con il gruppo di coordinamento e controllo sull’Accordo di Programma per lo sviluppo di Piombino, il secondo sarà invece dedicato al confronto con Cevital per conoscere i tempi dei programmi di sviluppo e degli investimenti annunciati da Aferpi.

Luca Lunedì
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