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Politica giovedì 16 giugno 2022 ore 21:30

“A rischio agroalimentare e turismo della zona”

Un rigassificatore (foto di repertorio)

Il sottosegretario Mipaaf Gian Marco Centinaio ha esposto al Governo le criticità di un rigassificatore nel porto di Piombino



ROMA — Il sottosegretario all’Agricoltura Centinaro ha esposto al premier e ai ministri Patuanelli, Cingolani e Garavaglia le criticità dell’opera e chiede garanzie sulla sua sostenibilità.

“Il progetto di un impianto di rigassificazione nel porto di Piombino rischia di causare ingenti danni ai produttori ittici e a tutto l’agroalimentare della zona, non solo sul piano strettamente produttivo, ma anche su quello dell’immagine, oltre a compromettere le attività turistiche e balneari”.

Così il sottosegretario Mipaaf Gian Marco Centinaio si è rivolto al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e del Turismo, Massimo Garavaglia, per esprimere loro la forte preoccupazione, sua e di tanti rappresentanti del settore primario della Toscana, riguardo al posizionamento di un rigassificatore nel golfo di Follonica, dove come ricordato dal sottosegretario “operano aziende di itticoltura e di maricoltura, per un totale di quasi duecento addetti, che lo rendono il primo polo produttivo italiano con circa 7mila tonnellate di pescato all’anno, pari a oltre il 60 percento della produzione nazionale”.

“Sarebbe insensato se per compensare le perdite dovessimo poi essere costretti a importare dall’estero”. Non solo, sul territorio circostante l’area interessata ci sono “numerose attività agricole, produzioni ortofrutticole, allevamenti di bestiame e la zona di produzione di indicazioni geografiche agroalimentari e vitivinicole, quali il Val di Cornia Rosso DOCG ed il Suvereto DOCG oltre a numerose attività turistiche e balneari che da tanto tempo hanno puntato su uno sviluppo economico sostenibile, naturalistico, e di basso impatto ambientale”.

“Oltre ai pericoli legati al funzionamento stesso del rigassificatore – ha aggiunto Centinaio - si pagherebbe anche un alto prezzo in termini d’immagine dal momento che buyers della media e grande distribuzione acquistano pescato locale per la qualità del prodotto e per la garanzia offerta dalla localizzazione geografica dal momento che la Toscana ha una fortissima immagine di marketing soprattutto nell’agroalimentare”.

Considerata dunque l’assenza ad oggi di garanzie di un simile impianto e le perplessità alla realizzazione dell’opera il sottosegretario ha chiesto a premier e ministri di acquisire i dettagli del progetto e le garanzie sulla sostenibilità in tutte le sue fasi.


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