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Attualità venerdì 27 maggio 2022 ore 10:33

Sito di interesse comunitario, via all'iter

San Vincenzo

La proposta riguarda lo specchio acqueo davanti San Vincenzo. Dopo l'ok del Consiglio il via all’iter con la Regione Toscana



SAN VINCENZO — È stata approvata nell’ultimo Consiglio comunale la proposta per dare il via all’iter finalizzato alla creazione di un Sito di Interesse Comunitario (Sic) nel tratto di mare davanti alle spiagge di San Vincenzo. Nell’ottica, dunque, di favorire azioni di tutela, controllo e salvaguardia dell’ecosistema per la protezione dell’intera area. Una procedura che, dal Comune, arriverà adesso alla Regione Toscana che inserirà l’area nella lista dei siti Natura 2000, per poi passare al Ministero dell’Ambiente e, infine, all’Unione Europea. 

Nel frattempo, in attesa del riconoscimento ufficiale da parte degli organi preposti, verranno presentati ulteriori contributi scientifici anche avvalendosi della collaborazione di Arpat e Ispra.

Un Sito di Interesse Comunitario è un’area che permette, in modo significativo, il mantenimento della biodiversità della regione in cui si trova. Nel territorio comunale di San Vincenzo è presente una costa litoranea di circa 11,5 chilometri colonizzata principalmente da una prateria di posidonia oceanica, la quale riveste un ruolo estremamente importante come polo di biodiversità, deterrente all’erosione costiera e anche come produttrice di ossigeno. Senza considerare che la posidonia contribuisce allo sviluppo del turismo e delle attività balneari che hanno un grande impatto economico, attraverso il mantenimento della qualità delle acque e soprattutto alla stabilizzazione della linea di costa che viene protetta contro l’erosione. La perdita di prateria, infatti, può indurre sul litorale un’erosione consistente, anche di diversi metri.

"Il riconoscimento di pianta come bioindicatore della salubrità del mare la riveste di un’importanza fondamentale agli occhi di chi sa riconoscere un mare ‘pulito’. - ha sottolineato l’assessore all’Ambiente, Alessio Landi, che ha curato la proposta con il consigliere delegato Marco Mantovani - È finita infatti l’epoca della definizione abbastanza dispregiativa di ‘alga’, e usarla ancora nel lessico quotidiano definisce chi la usa non più aggiornato sulle reali caratteristiche uniche del nostro territorio. Questa richiesta riveste un altro tassello che, faticosamente, andiamo a inserire nel mosaico del nostro territorio, sperando che altre realtà amministrative, vedendo l’esempio, seguano questa via nella formazione di una rete di tutela. Tutela che non vuol dire inibizione delle attività umane o restrizione della fruizione ma, semplicemente, - ha concluso - cambio di paradigma e di visione. Con un pensiero generoso e anche commosso a chi verrà dopo di noi".

Per area Sic, infatti, si intendono tutte quelle aree che fanno parte della principale strategia di salvaguardia della direttiva Habitat, dal 1997 recepita anche in Italia, che ha lo scopo di promuovere il mantenimento della biodiversità al fine di salvaguardare gli habitat naturali del territorio europeo.


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