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Politica giovedì 11 febbraio 2021 ore 09:32

Tenuta di Rimigliano, "qualcosa non ha funzionato"

La sede del Consiglio comunale a San Vincenzo

Il gruppo San Vincenzo Futura: "In questa partita non vince nessuno. Previsione rinunciataria e non realmente propositiva per lo sviluppo della città"



SAN VINCENZO — "Nel 2004 si cominciava a parlare del progetto della Tenuta di Rimigliano e di una variante al progetto Parmalat. Se oggi, a 13 anni di distanza, siamo ancora a parlare di progetto della Tenuta di Rimigliano, è evidente che qualcosa non ha funzionato. È evidente che si tratti di una profonda sconfitta della politica di pianificazione urbanistica di San Vincenzo", così il gruppo di minoranza San Vincenzo Futura è intervenuto in merito alla recente adozione in Consiglio comunale del piano attuativo che interessa la Tenuta di Rimigliano (leggi qui l'articolo collegato).

"Lo affermiamo con rammarico perché in questa partita non vince nessuno: non vince il privato che credo dopo 13 anni abbia, comunque perso occasioni; non vince il pubblico che in questi anni si è inerpicato su varianti al Piano strutturale e varianti al Regolamento Urbanistico e ad oggi dopo vari confronti con la Regione Toscana, porta in Consiglio comunale un piano attuativo che ancora andrà sottoposto al vaglio della Sovrintendenza che potrebbe sovvertirne il contenuto. - hanno commentato da San Vincenzo Futura - L’intervento della Regione Toscana ha tagliato notevolmente l'impatto degli interventi e questo probabilmente è un bene per l’impatto antropico sul territorio. Si sceglie comunque di ampliare le aree edificabili intorno ai poderi e questo non ha molto senso in realtà se si deve guardare davvero all’unitarietà della tenuta ed al significato che esse dovrebbe acquisire in funzione del Piano di miglioramento agricolo aziendale che poi è la vera cartina di tornasole della gestione della tenuta insieme alla convenzione pubblica".

"Se il tempo è passato, sembra che comunque non sia servito a impostare un discorso più coraggioso con la proprietà e cercare di integrare il progetto della tenuta in relazione alla fascia a mare ed al sistema Parchi della Val di Cornia. - hanno aggiunto - Riuscire ad integrare la Tenuta di Rimigliano in un’offerta naturalistica globale e d’area crediamo sarebbe stato importante. Di sicuro appare poca cosa la cessione di alcune aree boscate della tenuta adiacenti a via della Principessa e prevedere un accesso pubblico, la cui regolamentazione è rimandata ad una fase successiva, come se il tempo non fosse bastato per parlarne negli ultimi anni".

"Inoltre, - hanno concluso - arriviamo oggi a prevedere la cessione della ex scuola di Rimigliano sperando di ristrutturarla tramite il recovery fund come fosse un bel sogno e magari si sarebbe potuto chiedere al privato di restituirci funzionale quell’edificio. Si tratta quindi per noi di una previsione rinunciataria e non realmente propositiva per lo sviluppo di San Vincenzo della quale, al di là anche dell’impianto urbanistico, non condividiamo sicuramente il metodo e per la quale riteniamo si dovesse avere il coraggio di aggiornarsi alle nuove richieste del turismo. Tutto questo non per penalizzare il privato, ma anzi per cogliere un miglior risultato per parte pubblica e privata e in meno tempo".

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