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Politica giovedì 10 giugno 2021 ore 18:10

Allevamento di suini, caso discusso in consiglio

La sindaca ha spiegato che non ci sono stati contatti con la proprietà. Assemblea Popolare va avanti e per Uniamo Suvereto è segno di sfiducia



SUVERETO — Il documento presentato dalla maggioranza consiliare Assemblea Popolare Suvereto per cristallizzare il no secco all'allevamento intensivo di suini è stato approvato. 

"Nonostante il sindaco su nostra interrogazione abbia chiarito davanti a tutto il Consiglio comunale verbalmente e per scritto che non solo non ci sono progetti presentati ufficialmente per quanto riguarda la ex porcilaia in località Barbiconi, ma anche di non aver mai avuto contatti né lei né la giunta né gli uffici tecnici con la proprietà né formali né informali neppure a livello preliminare o esplorativo. A nulla sono valse le rassicurazioni del sindaco e si è voluto quindi andare avanti su un testo del votare contro una mera ipotesi, che dopo l’intervento del sindaco non risultava più neppure tale. Insomma totale sfiducia nell’operato e a questo punto anche nelle parole del sindaco, che è di loro espressione".

Questa la considerazione di Uniamo Suvereto a seguito del Consiglio comunale.

"Con l'approvazione dell'ordine del giorno che aveva presentato, il gruppo di maggioranza di Assemblea Popolare di Suvereto ha certificato la sfiducia al sindaco Pasquini. - ha commentato - Conferma perché il gruppo di Assemblea popolare, senza saperlo motivare, ha voluto procedere all’approvazione di un testo che faceva acqua da più parti, soprattutto nelle premesse, ma anche nella parte finale. Il gruppo Assemblea Popolare - ha proseguito il gruppo di minoranza - non ha neppure preso in esame il nostro emendamento, con il quale si proponeva un testo che innanzitutto sgombrava il campo dalle ipotesi e dalle illazioni e con il quale si centrava il merito della questione, ovvero disciplinare sul territorio attraverso gli strumenti urbanistici gli allevamenti intensivi di bestiame, in modo generale e non particolare. Perché l’altro fine evidentemente non era quello di ascoltare e recepire le preoccupazioni e della comunità, ma di cavalcarle e di amplificarle, perché al momento argomento a pronta presa di consenso".

"Hanno quindi approvato un documento che in pratica inserirà negli strumenti quello che già ora è previsto, ovvero una distinzione tra sottozone in cui gli allevamenti intensivi sono ammessi ed altre in cui non lo saranno. E per chiarezza è bene ricordare che in località Barbiconi, classificata come sottozona E3 già ora non è possibile l’insediamento di allevamenti intensivi di bestiame. In aggiunta il documento di Assemblea Popolare, che pare avere a cuore solo il benessere dei suini e non di altre specie animali, prevede di porre una limitazione per gli allevamenti stabulati in generale senza alcuna specificazione e tale decisione, presa senza aver compiutamente approfondito la questione, si ritiene possa comportare rischi per gli allevamenti esistenti, per i quali è stato anche previsto un loro censimento", ha concluso Uniamo Suvereto.

Uniamo Suvereto aveva espresso una chiara posizione di contrarietà rispetto ad insediamenti intensivi di allevamento di bestiame nel territorio del Comune di Suvereto e aveva proposto l’approvazione di un documento comune che disciplinasse attraverso gli strumenti urbanistici tali tipi insediamenti industriali e che allo stesso tempo tutelasse gli allevamenti già esistenti sul territorio.

Dal Comune spiegano che il documento ribadisce la centralità dell’agricoltura e dell’allevamento, e riconosce che nel comune di Suvereto c’è stato un coerente processo di sviluppo centrato su attività agricole e zootecniche compatibili o tradizionali, basate su viticoltura, olivicoltura, cerealicoltura e pastorizia, che ha alimentato anche una costante riqualificazione ambientale e paesaggistica, con positive ricadute anche sul piano occupazionale e turistico. Per questi motivi un’attività di tipo intensivo non è ritenuta compatibile dal Consiglio comunale con lo sviluppo sostenibile del territorio.

“Pur ritenendo utile e da sostenere l’attività zootecnica diffusa e integrata con l’agricoltura, un allevamento suini a carattere industriale, specialmente delle dimensioni ipotizzate, non risponde ai caratteri del territorio, né è compatibile con le linee dello sviluppo locale fondato su produzioni agricole di qualità e sul turismo sostenibile. Dobbiamo tutelare il paesaggio la salute, che sono le risorse fondamentali – ha commentato il capogruppo di Assemblea Popolare Simone Donnoli - per questo riteniamo importante che il consiglio comunale che è organo di indirizzo politico, abbia fornito preventivamente una presa di posizione per rafforzare l’amministrazione comunale nella difesa del territorio e dell’economia locale. Il documento deliberato dal Consiglio, aggiungendosi alla mobilitazione in atto a livello sociale, sottolinea che le norme urbanistiche vigenti prevedono già l’esclusione di allevamenti intensivi nelle zone agricole di pregio (E3) e detta indirizzi per rafforzare le norme volte al divieto di allevamenti intensivi e/o industriali, o comunque con elevato numero di capi stabulati, che sarebbero un’insidia per la qualità ambientale del territorio e delle acque, per i cattivi odori, per la salute e per il benessere animale”.

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