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mercoledì 11 dicembre 2019

Politica lunedì 11 novembre 2019 ore 21:33

Segre, la sindaca Pasquini spezza la polemica

Jessica Pasquini

La risposta a Uniamo Suvereto: "Assemblea popolare e la sindaca non hanno padroni e prendono le loro decisioni nel rispetto dei valori condivisi"



SUVERETO — La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini spezza sul nascere la polemica sorta a Piombino e che la minoranza Pd ha trasferito a Suvereto attorno alla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, sopravvissuta all'Olocausto, Liliana Segre.

“La senatrice Liliana Segre è una donna che ha vissuto l’orrore dei campi di concentramento e rappresenta una parte di storia che tutti vorremmo non dover raccontare, merita tutto il nostro rispetto. Mi dispiace che Uniamo Suvereto la voglia utilizzare per attaccarmi,- ha commentato Pasquini - ma questa provocazione non trova terreno fertile quiLa mozione che è stata annunciata, se presentata, sarà accolta favorevolmente dal gruppo di maggioranza”.

Assemblea popolare e la sindaca hanno tenuto a sottolineare che "non hanno padroni e prendono le loro decisioni nel rispetto dei valori condivisi, che sono anche l’antifascismo e l’antirazzismo, oltre alla tutela dell’ambiente e molti altri sui quali sono oltremodo compatti, e dei programmi su cui si sono impegnati con i cittadini".

"Se su alcune questioni politiche sovracomunali Suvereto e Piombino trovano una convergenza, come è avvenuto sull’unione dei comuni e su Rimateria, andranno avanti in modo coordinato, ma questo non pone vincoli a nessuno, situazione ben diversa dalla sudditanza di Uniamo Suvereto al Pd che si palesa sia nelle esternazioni che nei silenzi che terribilmente hanno sulle questioni più spinose e rispetto alle quali attendiamo con fiducia che vogliano interessarsi per il bene dei cittadini. Capisco che la signora Solignani abbia voluto cogliere un po’ frettolosamente l’occasione per attaccarmi, ma rimando al mittente la provocazione, sono un sindaco civico e libero sia dai condizionamenti dei partiti sia dei colleghi”.



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