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Attualità giovedì 22 luglio 2021 ore 09:20

Life Rewat di Val di Cornia a SuperQuark

La trasmissione di Piero Angela dedica attenzione al progetto come esempio di gestione sostenibile e partecipata delle risorse idriche



SUVERETO — Nella puntata andata in onda ieri sera, Superquark, condotto dal grande Piero Angela, ha dedicato la parte relativa alla sezione ricerca, alla descrizione di un importante progetto per la gestione sostenibile della rete idrica che eleva la Val di Cornia a modello da esportare con orgoglio. 

Il Comune di Suvereto è infatti dal 2015 interessato da interventi importanti di ricarica della falda e riqualificazione fluviale. Nello specifico il progetto Life REWAT (sustainable WATer management in the lower Cornia valley through demand REduction, aquifer Recharge and river Restoration) consiste nello sviluppo di una strategia partecipata per la gestione delle risorse idriche a scala di sub-bacino, per uno sviluppo sostenibile della Val di Cornia, porzione di Toscana che prende il nome proprio dal Fiume Cornia, arteria di questa comunità. Nel 2014 questo progetto ha ottenuto il finanziamento europeo nell'ambito dei progetti Life. Il progetto si prefigge di implementare una serie di azioni dimostrative per la gestione sostenibile delle risorse idriche, di tipo strutturale (interventi pilota) e non strutturale (azioni di sensibilizzazione e formazione), le quali, accompagnate da approfondimenti conoscitivi preliminari e da un programma di monitoraggio, andranno a costituire la base per un percorso di governance (Contratto di Bacino) finalizzato alla condivisione partecipata di una strategia di medio/lungo periodo per la gestione sostenibile delle acque nel sistema idrogeologico interessato.

Nel servizio di Barbara Bernardini e Marco Visalberghi si descrivono dettagliatamente i diversi interventi messi in opera dal progetto Life REWAT che in questi anni ha ottenuto tra le altre cose, l'innalzamento della falda sotterranea del fiume Cornia di ben 5m. Rudy Rossetto della Scuola Sant'Anna e coordinatore del progetto, non usa mezzi termini spiegando che la gestione delle acque in maniera efficiente e sostenibile è ormai un imperativo al quale non possiamo più sottraci. La falda è infatti drasticamente calata a causa dello sfruttamento del fiume sia per le sue acque, che per la ghiaia usata in edilizia. Scesa sotto il livello del fiume, la falda è stata inoltre oggetto di infiltrazioni di acqua salata che la rendono inutilizzabile come prezioso bacino di acqua dolce, spiega la stessa Bernardini. Anche il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, responsabile di progetto, racconta Lorenzo Rotelli, è intervenuto con importanti lavori nell'alveo del fiume per rifavorire il corretto filtraggio dell'acqua del fiume nella falda. La strategia prevede una razionalizzazione dei consumi di acqua (civile e agricola) e un aumento della disponibilità della risorsa attraverso un impianto di ricarica delle falde attraverso il fiume.

Per quanto riguarda il fiume Cornia il progetto ha come obiettivi specifici:
promuovere una conoscenza integrata del sistema idrogeologico; favorire un coinvolgimento attivo delle varie utenze in merito alla gestione consapevole della risorsa idrica; dimostrare la fattibilità di tale strategia, i vantaggi economici e la sostenibilità ambientale della ricarica naturale degli acquiferi e dello stoccaggio della risorsa idrica; lo sviluppo di uno strumento di governance integrato e partecipato per la gestione integrata della risorsa idrica a scala di sub-bacino, che si concluderà con la stesura del cosiddetto “contratto di fiume”: un'esperienza pionieristica a livello italiano che consiste in un accordo che coinvolge tutti i corsi d'acqua di uno stesso sud-bacino.

Sul sito di progetto è consultabile una nuova sezione nella quale sono descritti con video e animazioni, i singoli interventi dimostrativi realizzati con il progetto.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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