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​Vino come magia e metafisica

di - giovedì 26 agosto 2021 ore 07:30

Magia e tecnica hanno influenzato e condizionato l’umanità nel proprio approccio con il vino. All’inizio della storia enoica con la magia e in seguito, dopo secoli, con la fisica, la biologia e la tecnica. E’ ormai consolidato il pensiero psicologico che l’uomo è sempre in cerca di qualche primato da inneggiare più con orgoglio che sapienza pura, cioè con la metafisica. Lo ha fatto con la magia, lo fa con la parola e con la scienza e la tecnica, ma la magia non è stata cancellata del tutto e riaffiora qua e la secondo i territori e gli sviluppi culturali e produttivi. Il vino non fa eccezione. 

Oggi ci sono sempre più novità enologiche per merito di persone che si applicano con competenza e dedizione, poi, tutto intorno c’è un contesto che vuole conoscere e sapere come è giusto che sia; Studi, esperimenti, leggi, regole e offerte di prodotti che come minimo sono buoni, altrimenti ottimi ed eccelsi. Decenni fa primeggiava la Francia, da qualche lustro è l’Italia che la fa da protagonista indiscussa dopo che sul terreno italico furono i poeti che guidavano le enfasi sui nostri vini. 

Oggi da alimento è passato a essere elemento di appagamento qualitativo e culturale, un poco meno quello dei costi per accedere a prodotti di alto livello; Ce ne per tutti i gusti e tasche. Oggi, vediamo tanti giovani donne e uomini con un calice di vino in mano in feste e ritrovi vari, però spesso sono lasciati a se stessi come fosse sufficiente solo il consumo; Diciamo che questo è l’aspetto ufficioso e quello ufficiale va per conto proprio. Ci sono una schiera di addetti ai lavori a contatto diretto con i massimi produttori che predicano il vino contornandolo di aggettivi giusti ma anche fantasiosi; questo aspetto capita nel mondo ufficiale ed è il meno compreso da nuovi consumatori nel contesto del vino. 

Per esempio: mi capitò di leggere su un settimanale, Panorama anni ’90, la descrizione di un vino bianco con questi termini, profumo: odore di sudore di cavallo in corsa. E giusto ricordare che le qualità dei vini sono determinate dalle caratteristiche delle uve, del terreno, dei modi di vinificazione; Il tutto e riassunto dalle temperature fin dall’inizio della filiera produttiva. Nel presente prospetto estrapolato da internet vediamo tutti i componenti chimici che al momento della degustazione dei vini sono determinanti per stabilire i colori, i profumi e i gusti. Tutto e relativo alle capacità della conoscenza enoica e agli apparati visivi e sensoriali del naso e della bocca personali. Tutto ha un limite. Ecco che subentra la mente umana a dimostrare che non ha limiti per crescere culturalmente anche in modi artificiosi con logiche ben precise. 

Quando ci interroghiamo e ci poniamo un proposito è segno che noi abbiamo già la risposta, cioè quella che la mente vuole per crescere, ma se noi siamo consapevoli è giusto porre un freno alle fantasie che non si possono applicare su ogni aspetto da affrontare. La magia storica non ebbe limiti per manipolare i popoli, la scienza empirica si adoperò con metodi migliori, la pura scienza e la tecnica ci hanno dato certezze formidabili a tal punto che non ci sarebbe bisogno di inoltrarsi nelle fantasie più o meno opinabili. Però, molti protagonisti dell’enologia predicata sanno che tutto è soggettivo nei quali soggetti la mente ricorda, chiede, propone a seconda dello stato di necessità non solo culturale ma anche di ambizioni di primati morali e commerciali. 

Unico mio appunto è che occorre tenere un contato realistico con i consumatori che non può essere solo economico ma anche culturale in favore dei migliori prodotti; a volte semplici ma gli stessi meritevoli di note. Creare un contesto enoico che sia per la tavola di tutti i giorni e per creare un confronto altamente culturale.

Qui sopra ci sono: la scheda componenti chimici del vino, e una scheda AIE (ass/ne It. Enologi per stabilire le qualità dei vini ad uso esclusivo personale. E’ facile da usare, fatta salva la verità del degustatore più “bravo”.

Per il momento c’è molto divario tra il contesto ufficiale e quello ufficioso che andrebbe ridotto facendo delle degustazioni didattiche territoriali. Le fiere, le feste popolari non sono più sufficienti; fatte salve le assise enoiche: Vinitaly e altre simili. 

Un consiglio agli amatori del vino, che poi è lo stesso che recepii a suo tempo, “ quando andate a degustare vini senza spirito competitivo, state in campana per sapere quale, secondo i “guru” è il potenziale migliore vino e quello usatelo come metro di misura per fare paragoni” e un buon metodo per accrescere la cultura enoica personale senza affanni, con il tempo matureranno molte convinzioni.


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