Interviste Domenica 29 Marzo 2026 ore 08:00
Gelichi e un archivio di questioni aperte in città

"Interveniamo sui temi più cogenti, quello che proponiamo da 15 anni è tremendamente attuale. Ascolta Piombino può ancora dare contributo civico"
PIOMBINO — E' passato dai banchi di opposizione ad amministrare per un breve periodo, nel ruolo di assessore ai Lavori Pubblici, nel primo mandato del sindaco Ferrari. Riccardo Gelichi ha promosso il civismo in città con la lista Ascolta Piombino, coinvolgendo diverse persone e intavolando un dibattito costante attorno a questioni e prospettive legate alla città del presente e del futuro. Nell’ultima tornata elettorale, il tentativo di dare un nuovo contributo nella coalizione per Anselmi non ha raccolto i consensi necessari per portare la lista in Consiglio comunale, ma non si esaurisce il bagaglio di idee e proposte elaborate negli anni per il futuro di Piombino.
Come è, adesso, guardare la politica da spettatore?
Ascolta Piombino è sempre stata una lista civica indipendente, con una visione liberale ma libera dai partiti, quindi abbiamo sempre pensato alle cose da fare più che alle posizioni politiche, che non ci interessano. Oggi manteniamo il fuoco sotto la cenere, interveniamo sui temi più cogenti, del resto quello che proponiamo da quindici anni è ancora tremendamente attuale.
Ascolta Piombino aveva e ha molte idee per il futuro della città, di quali si avrebbe più bisogno oggi?
Sono molte le criticità insolute, dal recupero di importanti e strategici beni pubblici come gli ex Macelli, l'ex Pegaso, il Pro Patria e molti altri, insieme ad una più attenta cura della città. La questione sicurezza è un tema molto fragile, le telecamere non sono sufficienti. La sanità non ha mai visto una posizione propositiva dal territorio ma si è limitata alla protesta, eppure siamo rappresentati nei consessi decisionali. Le bonifiche e il recupero degli spazi della città sull'industria, non vedono alcuna progettualità e infine, ma non ultimo per importanza, il lavoro: stiamo ancora rincorrendo il passato senza aver messo niente in campo per diversificare questo territorio. Nemmeno la portualità ha dato risposte forti.
La questione discarica è stata la scintilla che accese l’intesa con Ferrari ma, poi, terreno di profondo disaccordo tanto da segnare la fine della tua esperienza in giunta. Cosa ne pensi dell’attuale situazione per la discarica di Ischia di Crociano?
La discarica ha segnato la rottura fra il sindaco e Ascolta Piombino, non è stata una questione personale con l'assessore poi sfiduciato, ma una questione strategica. Noi volevamo dare una soluzione, soprattutto alle due discariche abusive la LI53 e la 36 ettari, con la presenza del pubblico, il Comune, che avrebbe controllato i piani industriali attraverso Rimateria. Il sindaco ha preferito un'altra strada, che ha portato alla realtà odierna: una discarica ancora operante con un progetto espansivo e con la differenza che con il fallimento di Rimateria oggi sta operando un soggetto totalmente privato. Una responsabilità enorme di cui nessuno ha mai chiesto conto al sindaco.
Cosa ne pensi dell’impasse che la città sta vivendo sul fronte rigassificatore?
Il rigassificatore è stato l'ennesimo smacco alla città, una decisione governativa calata dall'alto, osteggiata senza alcuna consapevole speranza di vittoria. Molti ci hanno speculato politicamente, e oggi, dopo tre anni, non abbiamo visto uno straccio di compensazione. Solo teatro.
Cosa prevedi per le prossime amministrative?
Per le prossime amministrative vedremo gli schiarementi in campo, ma soprattutto i candidati e i programmi. La situazione politica attualmente è pessima. Se nel centrodestra si vive ancora una dipendenza eccessiva dal sindaco, nel centrosinistra vediamo ancora una smania di creare un blocco di sinistra che soffocherebbe quel poco di riformista che ancora resiste nel PD. Noi possiamo ancora dare un contributo veramente civico di esperienza e conoscenza dei problemi, se ci sarà l'occasione per dare una mano e se ci saranno le condizioni ambientali e politiche, di certo non ci tireremo indietro.
Dina Maria Laurenzi
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