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giovedì 19 settembre 2019

Attualità mercoledì 25 ottobre 2017 ore 15:39

Cave, incontro burrascoso sulle varianti

Foto di repertorio

L'incontro organizzato dall'Amministrazione è finito in bagarre. L'architetto Primi del Comitato per Campiglia ha preferito abbandonare la sala



CAMPIGLIA MARITTIMA — Si è tenuta l’assemblea organizzata dall’Amministrazione di Campiglia per illustrare le varianti al Regolamento urbanistico e al Piano strutturale per adeguarli al Piano attività estrattive e di recupero provinciale.

Presente il Comitato per Campiglia che da sempre ha tenuto d’occhio la vicenda cave, difendendo a spada tratta il territorio da possibili ripercussioni. E proprio durante un intervento ha chiesto “chiarimenti sulla legittimità della variante alla Norma del Piano strutturale visto che la Legge Regionale ammette solo Varianti al Regolamento Urbanistico e varianti al Piano Strutturale solo per adeguamenti ai Piani sovraordinati intervenuti dopo l'approvazione del Piano Strutturale (Piano provinciale attività estrattive Paerp del 2014, legge regionale sulle attività estrattive 35/2015 e Piano Paesaggistico Pit/Ppr)”.

“La variante non affronta solo un problema strettamente locale, - hanno evidenziato dal Comitato - come ammissibile fare secondo una delibera del Comune, ma coinvolge tutto il settore estrattivo di inerti che è di importanza regionale e non solo, il che non è ammesso. È stato fatto notare - hanno aggiunto - che spostare la data di scadenza delle estrazioni di inerti di 5 o 25 anni non è la stessa cosa in una ottica più generale dell'economia del territorio, che non si basa solo sull'attività estrattiva ma anche su altre, tra le quali quella turistica in generale e in particolare sul Parco di San Silvestro il cui sviluppo è totalmente incompatibile con la presenza della attività di cava di Monte Calvi”.

Dal punto di vista del Comitato per Campiglia l’Amministrazione non ha dato risposte credibili. Poi è scoppiata una vera e propria bagarre con tanto di protesta dei lavoratori delle cave.

“In mezzo a queste proteste, - ha confessato Alberto Primi del comitato uno dei presenti mi ha chiesto a gran voce ‘ma cosa te ne frega a te?’, domanda che rifletteva il pensiero e le voci di tanti che non concepiscono che a qualcuno possa stare a cuore il futuro di tutto un territorio che non può continuare a essere ostaggio delle cave per tempi indefiniti. A questo punto ho capito che era inutile continuare e ho preferito andarmene”. 



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