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venerdì 20 settembre 2019

Attualità venerdì 27 ottobre 2017 ore 12:33

Cave, la società smonta il comitato su tutto

Foto di repertorio

Nella lettera della società Cave di Campiglia vengono analizzati tutti i punti sollevati dal Comitato durante quel burrascoso incontro sulle varianti



CAMPIGLIA MARITTIMA — A seguito dell'assemblea organizzata dall'Amministrazione comunale per illustrare le varianti al Regolamento urbanistico e al Piano strutturale per adeguarli al Piano attività estrattive e di recupero provinciale è intervenuto l'amministratore delegato di Cave di Campiglia spa Mauro Radaelli.

"Leggiamo il resoconto del Comitato per Campiglia troviamo l'ultima di una lunga serie di errori e falsità: non è solo ignoranza ma c'è una parte consistente di malafede, che non fa del bene a nessuno, soprattutto alla verità", si legge nel documento inviato alla nostra redazione.

Il riferimento va al presidente del Comitato che dopo il suo intervento ha lasciato la sala (leggi l'articolo correlato).

"Il presidente del Comitato lancia accuse di legittimità che già invocò nelle osservazioni nel corso del procedimento di Via regionale", procedimento che portò alla variante di Cave di Campiglia cassando le accuse del Comitato.

Per la società il sindaco, al contrario di quanto afferma il presidente del Comitato, ha "chiarito in modo inequivocabile la parte concernente la delibera comunale". Ora la società vuole chiarire ulteriori aspetti, a tutela della società stessa e dei lavoratori.

"La cava di Monte Calvi dicono 'impedisce lo sviluppo del parco di San Silvestro', ma pare che l'impatto per i visitatori non sia così negativo come vogliono farci credere, infatti, se leggiamo i dati ufficiale negli anni il numero dei visitatori della Rocca è in continuo aumento. - si snocciola nella lettera dell'ad - 'Meno estrazione e più riciclo': tale affermazione la troviamo assolutamente condivisibile, ma solamente l'ignoranza e la malafede possono far affermare che ogni materiale estratto sia sostituibile con i materiali riciclati. Oltre il 70 per cento del materiale estratto e lavorato da Cave di Campiglia è calcare microcristallino ad alto contenuto di carbonato di calcio destinato all'industria e non sostituibile".

Riguardo alla vigilanza e al rispetto dei contenuti e delle prescrizioni dell'autorizzazione, questa "è esercitata semestralmente dall'Amministrazione comunale attraverso il Collegio di controllo attività estrattive costituito da professionisti" andando oltre la normativa regionale che in realtà chiederebbe verifiche annuali.

"Tutti sanno che la nostra azienda nacque per servire le acciaierie Lucchini, ma negli anni ebbe la capacità di diversificare l'offerta", capacità che le ha permesso di resistere nonostante la crisi della fabbrica. "La nostra azienda è tutt'ora in vita nonostante l'avversione di una certa classe politica e nonostante l'assenza di contributi pubblici. Ambiano solo 40 dipendenti come dichiara il Comitato e non sono in aumento da anni, ma siamo orgogliosi di poter continuare a mantenerli tutti e questo è anche grazie alla lungimiranza dell'Amministrazione comunale che con la Regione ci ha permesso di continuare a lavorare", ha concluso.



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