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Attualità martedì 25 agosto 2015 ore 15:58

C'è da salvare una tomba, il progetto di Camerini

Foto di: Andrea Camerini da Facebook

ScaviAmo Baratti è il progetto che si propone di salvare dall'erosione e dalle mareggiate la tomba etrusca trovata sulla costa di Baratti



PIOMBINO — Quella tomba etrusca va salvata, ora ci penso io. Deve essere stato più o meno questo il pensiero di Andrea Camerini, famoso regista e fumettista piombinese, che si è impegnato in prima persona per dare il via a un'operazione congiunta di Comune e Soprintendenza per salvare la tomba etrusca di Baratti.

Un autentico tesoro archeologico che rischia di scomparire a causa dell'erosione costiera e delle intemperie che ne mettono in pericolo l'integrità strutturale.

Nasce così ScaviAmo Baratti e a darne l'annuncio è lo stesso Camerini sulla propria pagina Facebook: "Dopo l'esperienza del Museo Gasparri, al quale ho avuto il privilegio di collaborare è il momento di una nuova sfida, che parte ancora da una bellissima idea: il recupero di un tesoro; di una testimonianza che i nostri avi ci hanno lasciato. 

Il sarcofago è lì da sempre, ma l’erosione e le piogge l’hanno messo in pericolo (pericolo che è diventato esso stesso per l’incolumità dei passanti), senza contare la “curiosità” di chi lo vede e gioca a fare Indiana Jones e lo ha trasformato in un facile bersaglio. 

Tutto questo ha spinto il piede sull’acceleratore per un intervento congiunto tra Soprintendenza e Comune di Piombino che, insieme a volontari e a persone che hanno messo a disposizione risorse e mezzi, vedrà la luce a breve". 

"Il progetto - spiega ancora Camerini - prevede l’escavazione dell’area soggetta a frana e il recupero del reperto, con successivo ripascimento e messa in sicurezza dell’argine in questione e al futuro restauro e ricomposizione del sarcofago, che sarà poi esposto in modo permanente in una zona di Baratti aperta a tutti. Perché la storia è di tutti".

Ma cosa ha spinto un affermato maestro della matita a mettersi in gioco in prima persona? "Era da tanto che mi sarebbe piaciuto vedere abbellita un’area altrimenti spoglia, nella mia amata Baratti; magari con “qualcosa” che ci rappresentasse davvero, con una testimonianza di ciò che eravamo. Già, ma che fare? Uno mica puo’ andare a bussare alle porte a chiedere certe cose. Però puo’ mettere in moto le idee e far sì che arrivino alle persone giuste, sensibili e lungimiranti. Quello sì. 

E quindi ho fatto da collante, ecco; si può dire così! Una colla che ha saldato l’attenzione sempre alta della Soprintendenza per le nostre zone e un semplice intervento di messa in sicurezza che il Comune avrebbe dovuto fare a prescindere e in fretta, in una zona molto frequentata dai bagnanti e da passanti, sul lungomare di Baratti.

Ho quindi proposto un’idea; quella di unire “l’utile” della sicurezza al “dilettevole” della cultura ed ecco nato il progetto “ScaviAMO Baratti”, che spero sia solo l’inizio di qualcosa di grandioso per il nostro amato Golfo.

Devo dire che l’entusiasmo che ho trovato a questa idea mi ha colpito; dalla Soprintendenza agli uffici comunali; a tutti quelli che si son proposti di contribuire al recupero, al restauro, o anche solo ai curiosi a cui si sono illuminati gli occhi quando gliene parlavo.

Queste son cose belle. Son cose che mi hanno fatto stare bene, in questi lunghi mesi di preparativi in vista del recupero. Ovviamente documenterò tutto questo scavo, che potrebbe anche riservare sorprese, con un video che deve diventare uno spot del nostro territorio". 

Luca Lunedì
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Giorgetti: «Governo finiva sempre in impasse, non c'era metodo e serviva cesura»

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