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Attualità giovedì 26 gennaio 2023 ore 15:30

"No metanizzazione dell'Elba, solo energia pulita"

Legambiente: "Evitiamo passi indietro. Strano che tutti i timori ambientali per il rigassificatore scompaiano di fronte a un mega-gasdotto"



ISOLA D'ELBA — "L’accordo tra Italia e Algeria che ha riesumato la mummia del Galsi (Gasdotto Algeria Sardegna Italia), un mega metanodotto che dovrebbe partire dall’Algeria, attraversare la Sardegna, passare accanto all’Elba e approdare a Piombino, non solo chiarisce meglio il quadro di cosa sta realmente dietro la scelta di fare il rigassificatore a Piombino, ma anche le politiche fossili che stanno dietro le scelte del Governo di Mario Draghi prima e di Giorgia Meloni ora. Poco o nulla c’entrano l’emergenza energetica e la guerra in Ucraina, il vero obiettivo era ed è, come ha detto la Meloni ad Algeri, di trasformare l’Italia in un hub energetico e quell’hub, con buona pace del sindaco di Fratelli d’Italia, avrà uno dei suoi snodi principali a Piombino". 

Parole di Legambiente Arcipelago toscano che in una nota ha fatto il punto sulla contrarietà a questo progetto, consigliando d virare le scelte verso fonti rinnovabili e pulite.

"Fanno quindi un po’ sorridere le dichiarazioni di qualche esponente del centro-destra isolano e toscano che plaudono all’accordo algerino e invitano a non perdere l’occasione del Galsi, come se il gas che dovrebbe arrivare con il mega-metanodotto non fosse lo stesso gas che arriverà con le navi Gnl per rifornire il rigassificatore, come se probabilmente non si trattasse dello stesso gas algerino, come se non facesse parte dello stesso accordo stretto da Eni con il regime autoritario di Algeri. - hanno proseguito - E’ anche strano che tutti i timori ambientali per il rigassificatore scompaiano di fronte a un mega-gasdotto che avrà un impatto ambientale, a mare e a terra, nettamente più grande, come se la posidonia che verrà eliminata non avesse la stessa importanza di quella messa a rischio dagli scarichi del rigassificatore e come se gli scavi sotto costa per far approdare il tubone dalla Sardegna al Continente non fossero almeno altrettanto impattanti del rigassificatore".

Come ha ricordato il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, "evocare il metanodotto del Galsi progettato nel 2002/2005, allo stato attuale, è improponibile e vorrebbe dire far arretrare l’ambiente e l’economia della Sardegna (e di Piombino e dell’Elba) di trent’anni. La nostra associazione conosce bene il progetto Galsi perché in quegli anni se ne era occupata con attenzione formulando numerose osservazioni nella procedura di Via e dando anche una valutazione in generale positiva. Da allora sono passati 20 anni ed il mondo dell’energia ha preso un’altra direzione di chiusura netta nei confronti delle fonti fossili.  Per questo e per uscire dalla dipendenza dall’estero è fondamentale accelerare la diffusione delle rinnovabili, delle comunità energetiche, delle reti e degli accumuli, e realizzare tanti grandi impianti a fonti rinnovabili, da quelli eolici a mare a quelli a terra, passando per l’agrivoltaico, velocizzando gli iter autorizzativi. Evitiamo inutili passi indietro che di certo non fanno bene al Paese".

Per l'associazione ambientalista l'Elba dovrebbe pretendere che i milioni di euro che servirebbero per metanizzare l’isola vengano investiti per rendere l’Elba energeticamente autosufficiente con le energie rinnovabili. L'invito alla Regione di finanziare prioritariamente le Comunità energetiche rinnovabili insulari con facilitazioni e incentivi possibili rivolti a cittadini e amministrazioni per diventare fossil free".


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