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Attualità martedì 02 giugno 2015 ore 18:25

Gms: "Perchè firma e referendum attaccati?"

Domani avverrà la firma del protocollo fra organizzazioni sindacali e Cevital ma il Gruppo di minoranza sindacale pone dubbi sui tempi scelti



PIOMBINO — "Esprimiamo apprezzamento nei confronti delle OO.SS che , da quanto risulta, non hanno ceduto alle pretese aziendali sotto il pesante ricatto occupazionale e hanno cercato di raggiungere un’intesa che dovrebbe salvaguardare parte dei diritti acquisiti . Ciò dimostra che, come da sempre noi abbiamo sostenuto, quando il sindacato svolge il proprio ruolo riesce ad ottenere risultati".

La critica arriva sui tempi stretti che domani passeranno fra la firma del protocollo e i referendum aziendali per i lavoratori.

"Non capiamo perché sia stato di nuovo cambiato il percorso che era stato illustrato alla stampa dai rappresentanti sindacali, i quali si impegnavano per il 3 a fare un primo passaggio tramite assemblee informative ai lavoratori, e dopo il ritorno al Mise le assemblee finali, seguite dal referendum alla presenza dei segretari nazionali. Ciò avrebbe permesso ai lavoratori di approfondire i contenuti dell’accordo e di votare con cognizione di causa .

Se tutto viene schiacciato nelle giornate del 3/4 giugno, ribadiamo che invece occorre che sia dato il tempo necessario affinché i lavoratori abbiano la possibilità di decidere avendo chiaro tutti i dettagli dell’accordo e del piano industriale. In caso contrario si svuoterebbe il senso di democrazia diretta del referendum e lo si ridurrebbe a un mero plebiscito (prendere o lasciare), poiché verrebbe a mancare la possibilità per i lavoratori di esprimere consenso o dissenso visto che il pronunciamento non cambierebbe l’esito oramai raggiunto e sottoscritto da tutti : organizzazioni sindacali e istituzioni .

Pertanto proponiamo che: 

Si svolga, al più presto e comunque prima della firma definitiva, un’Assemblea unica dei lavoratori diretti e dell’indotto, con il supporto di tecnici per agevolare la comprensione del piano industriale;.

Sia definito e reso pubblico il cronoprogramma con i numeri effettivi dei lavoratori diretti e indotto e relativi steps del loro reingresso lavorativo;

Si cominci a parlare nello specifico delle bonifiche dicendo quante persone potranno essere formate adeguatamente per esservi reimpiegate, pur sapendo che occorreranno professionalità specifiche;.

Si dettaglino le garanzie chieste e ottenute dal sindacato e dalle istituzioni nel caso in cui il progetto siderurgico Cevital venisse abbandonato prima della completa realizzazione del piano industriale; la storia di Piombino e delle scelte del passato insegnano molto a questo territorio, come pure i numerosi fallimenti dei patti territoriali

Referendum e assemblee siano aperte a tutti, dipendenti diretti e dell’indotto, in nome dell’unità dei lavoratori.

Occorre poi un protocollo di intesa con i comuni del territorio per consistenti agevolazioni su tasse e tariffe locali. Bisogna infatti tenere conto che tutti i lavoratori stanno subendo da lungo tempo una situazione pesantissima, e segnatamente quelli dell’indotto non hanno neppure coperture come la cassa integrazione, mentre si stima che 300 persone sono già in mobilità e cioè a tutti gli effetti licenziati. 

Proponiamo infine che si valuti in modo approfondito la possibilità di impiegare, con conseguente integrazione del reddito, i lavoratori e le lavoratrici posti in cig o in mobilità, nelle attività socialmente utili – ovviamente non sostitutive di altri posti di lavoro".



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