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Attualità venerdì 15 maggio 2015 ore 18:03

Ok dal Mise a Cevital: 700 milioni per Piombino

Cevital convince il ministro, confermato il piano industriale che porterà 300 milioni per la siderurgia e 400 per logistica e agroalimentare



PIOMBINO — Con l'ok dal Ministero al piano di investimenti la palla passa ora interamente nelle mani di Cevital. Era più di una semplice verifica formale quella che si è protratta fino a tarda serata ieri nelle sale del Ministero per lo sviluppo economico, si trattava di incassare la firma più pesante. Ora resta lo scoglio della contrattazione sindacale, che peraltro è già ben avviata, ma siamo in dirittura d'arrivo: presto si potrà cominciare a produrre.

Sul piatto Cevital ha mantenuto sostanzialmente le cifre già annunciate ma ha portato garanzie e dettagli del cronoprogramma tali da rassicurare la controparte governativa che, come spiega il ministro Federica Guidi rimarrà vigile sull'attuazione: "Il Governo seguirà con attenzione l’attuazione dell’accordo di programma".

Oltre al ministro erano presenti l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, il sindaco Massimo Giuliani, il commissario straordinario Piero Nardi. Prima uscita da direttore generale di Aferpi per Adriano Zambon accompagnato dall’amministratore delegato di Cevital, Farid Tidjani e dal presidente Issad Rebrab.

In totale gli investimenti arriveranno a 700 milioni di euro, divisi nelle varie aree di sviluppo: 300 milioni sulla siderurgia e 400 sulla logistica e agroalimentare (400 milioni).

Il primo passo sarà l’ottimizzazione e il revamping dei laminatoi e la demolizione dei vecchi impianti. In progetto c'è anche la costruzione di un nuovo treno rotaie, per una spesa complessiva di 17 milioni.

Poi si procederà alla costruzione dei due forni elettrici in Padule: quasi 200 milioni con l'obiettivo, entro la fine del 2017, di raggiungere una produzione di due milioni di tonnellate all’anno, destinate al mercato europeo e a quello algerino.

La parte logistica godrà di 150 milioni di investimenti e della partnership dei colossi cinesi e giapponesi Chec e Mitsui per realizzare tre nuove banchine da dove partiranno tutte le merci e i lavorati.

Nuovi dettagli sono emersi per il nuovo impianto che si intende costruire e che porterà, secondo le stime di Cevita, 700 posti di lavoro. Particolare interesse, come già annunciato, avrà la produzione agroalimentare: triturazione di semi e mais per ottenere vari tipi di farine, raffinazione, condizionamento e stoccaggio di oli vegetali a uso alimentare. 

Come detto, l'agenda ora prevede la rifinitura degli accordi industriali con le rappresentanze sindacali e la definizione della questione pesante del costo dell’energia.

"Il Piano è corredato da tutti i numeri e da un cronoprogramma ben preciso - ha affermato il sindaco - con la delineazione di tutte le fasi di sviluppo dell'intero progetto, sostanziato da un ragionamento solido e da un conto economico". 

"Abbiamo apprezzato questo piano industriale - dice Giuliani - che è la conferma di un progetto complesso e di un interesse molto rilevante per la siderurgia e per le potenzialità del territorio, e finalmente molto concreto e logico anche nella parte siderurgica. Ci sono tutti i presupposti per concludere anche la mediazione con le parti sociali e arrivare a un esito positivo della contrattazione".

Cevital ha confermato anche i numeri occupazionali, reintegro dei 2200 dipendenti in due tranches: 1200 dipendenti ex Lucchini da riassumere subito nell’Aferpi e gli altri in cassa integrazione coperta dall’amministrazione straordinaria, con l’impegno della società algerina a ricollocarli nelle varie attività della holding entro la fine del 2016.



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