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Politica giovedì 16 gennaio 2020 ore 09:33

"Il Governo si muova anche per Piombino"

Simone De Rosas

A sollecitare un intervento più incisivo da parte dello Stato per il il futuro di Piombino è la Federazione Pd Val di Cornia Elba



PIOMBINO — "Sono trascorsi ormai 18 mesi dall’acquisto dell’ex Lucchini da parte della Jsw Steel. Il passaggio di proprietà dall’inaffidabile Cevital ad un gruppo con forte esperienza e ampia capacità produttiva ha però di fatto abbassato l’attenzione dei media e, purtroppo, anche della politica nazionale sui molteplici temi connessi all’azione di rilancio industriale di Piombino, centrale per la Toscana e per l’intero Paese. Come se, trovato il compratore, a Piombino fosse stato tutto risolto", è la Federazione Pd Val di Cornia Elba a esporre così la situazione piombinese in vista dell'incontro al Ministero dello sviluppo economico e ricordando la recente relazione del commissario straordinario Lucchini, Piero Nardi, che "capire quanto ancora sia lontana la soluzione del caso Piombino".

"Siamo di fronte, infatti, a un’azienda che stenta a recuperare spazi sul mercato, che è ancora in palese ritardo sugli investimenti della prima fase del progetto industriale (revamping dei treni di laminazione), che mantiene ancora incertezza sull’investimento più significativo: la ripresa della produzione di acciaio con forni elettrici. Ritardi a cui si somma l’inaccettabile inerzia sull’attuazione degli accordi di programma in merito ai contributi previsti da parte di Invitalia direttamente all’azienda e quelli a disposizione per la messa in sicurezza della falda. Per non parlare del tema più generale delle bonifiche delle aree industriali dismesse o in progetto di dismissione che contribuirebbero a dare, immediatamente, un’immagine diversa dell’intera città di Piombino. - ha aggiunto - Jsw sta subordinando la decisione di realizzare l’acciaieria elettrica all’impegno, ormai piuttosto datato, del governo a fissare costi dell’energia pari a quelli praticati al resto dei produttori siderurgici italiani". 

E ha proseguito: "La riapertura del caso dell’Ilva ha fatto di nuovo concentrare su Taranto tutta l’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica, facendo passare ulteriormente in secondo piano i temi legati al rilancio industriale di Piombino. Tuttavia da quel caso sono emerse indicazioni che potrebbero rimuovere gli impedimenti che ancora si registrano sull’attuazione del progetto industriale della Jsw Steel. E in tale senso pretendiamo che il Governo si muova anche per la nostra città".

"L’incertezza della ripresa dello stabilimento di Piombino dovuta alle difficoltà incontrate dalla nuova proprietà, la permanenza ancora di un migliaio di lavoratori in cassa integrazione, l’impoverimento generale dell’economia di tutta la Val di Cornia in seguito al crollo del vasto indotto - hanno concluso - ci sembrano costituire ottime ragioni per la ripresa di un ruolo incisivo dello Stato, in tutte le forme possibili, per la rimozione di tutti gli ostacoli che ancora si frappongono al processo dei reindustralizzazione. Senza ulteriori indugi". 



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