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Lavoro giovedì 21 maggio 2020 ore 19:24

"Inutile parlare di Cassa Depositi e Prestiti"

Lo stabilimento Jsw a Piombino

Camping Cig: "Senza presentazione del Piano industriale Jsw è inutile parlare di Cassa Depositi e Prestiti. Il governo deve convocare l'incontro"



PIOMBINO — "Pensare di regalare soldi pubblici alla multinazionale di turno, senza corpose contropartite socio-economiche, vuol dire, da parte delle istituzioni, continuare con la logica distruttiva di prona sudditanza che ci ha portato al disastro di questi anni". Così il coordinamento Art.1 - Camping Cig ha commentato l'ipotesi l'ingresso della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale sociale di Jsw Steel Italy di Piombino (leggi qui l'articolo collegato).

"Se lo Stato ci mette soldi, - hanno spiegato in una nota - deve essere per comprare quote di impresa ed entrare nella gestione, per assicurare che l’impresa risponda a quella funzione sociale che la Costituzione rende obbligatoria anche per i privati; il ché vuol dire farsi garante di prospettive occupazionali, di sicurezza del lavoro, della democrazia in fabbrica, della dislocazione territoriale che rispetti le prospettive urbanistiche per una diversificazione economica; di tecnologie moderne ecocompatibili, di bonifiche e tutela dell’ambiente. Tutto ciò con precisi vincoli formalizzati e cadenzati, in un accordo tra multinazionale e parte pubblica, che concretamente può prendere la forma di una rilettura del vigente Accordo di Programma, ad oggi disatteso da ambo le parti, pubblica e privata. Ma senza presentazione del Piano Industriale - hanno aggiunto - è inutile parlare di Cassa Depositi e Prestiti. Il governo deve convocare immediatamente l'incontro tra istituzioni, azienda e sindacati e deve dare subito risposte chiare ( anche con procedure di emergenza) agli impegni assunti, tipo la riduzione del costo dell'energia. Jsw Italy deve presentare, senza ulteriore dilazioni, il piano industriale nella sua forma integrale. Se il piano non verrà presentato in tempi stretti il governo deve decretare, senza indugi, la fine dell'esperienza Jindal a Piombino e deve farsi carico di costruire un futuro per lo stabilimento con una gestione affidata interamente allo Stato o con una proprietà comunque maggioritaria assicurata alla parte pubblica e con investimenti che permettano di tornare a colare acciaio, unica ancora di salvezza per lo stabilimento e la città di Piombino".

Per il Camping Cig, se in tempi brevissimi non arriveranno da parte dell’azienda e del Governo le risposte necessarie "solo una forte mobilitazione unitaria dei lavoratori con i loro sindacati, e dei cittadini con le loro associazioni, potrà portare Piombino alla ribalta nazionale per tentare di salvarla da fame, emigrazione di massa e degrado definitivo".


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