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giovedì 17 ottobre 2019

Lavoro sabato 05 maggio 2018 ore 15:39

"Una convocazione al Mise anche per Usb"

E' l'Unione sindacale di base che in questa fase non ha alcuna intenzione di rimanere a guardare e vuole sedere al tavolo col gruppo Jindal



PIOMBINO — "Appena ci sarà la firma di un accordo tra le parti, riteniamo necessaria una convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico anche per Usb, visto che a Piombino rappresenta una parte di lavoratori Aferpi". Così l'Unione sindacale di base visto l'avvicinarsi di un accordo per il futuro dell'acciaieria piombinese, rivendica la partecipazione a un incontro al Mise sollecitato anche da Fim, Fiom e Uilm (leggi qui sotto l'articolo correlato).

L'incontro rappresenterebbe un passaggio importante soprattutto per conoscere il piano industriale di Jindal, il piano finanziario, occupazione e le tempistiche necessarie per la sua attuazione.

"Usb vuole essere presente perché tutti i lavoratori devono essere rappresentati dai propri sindacati, vista l'importanza della discussione. - hanno ribadito - Per Usb è importante che riprenda prima possibile la marcia dei tre treni, ma soprattutto è importante che si ritorni alla solidarietà al 50 per cento, che permetterebbe una rotazione di circa 1500 lavoratori. Non si può dire di no alle rotazioni, ma ci domandiamo perché non siano state richieste prima: si sarebbe potuto ragionare anche di questo con l'amministratore Nardi e con la gestione Aferpi".

"A chi critica l'operato di Usb - hanno aggiunto - ribadiamo che non siamo populisti ma siamo lavoratori che credono che il sindacato sia altro, e che i lavoratori non vanno presi in giro come per quanto è avvenuto riguardo il 730, le ferie, la tredicesima: tutti casi in cui i lavoratori ci hanno rimesso".

L'Unione sindacale di base ha così sottolineato la sua posizione e invitato a premere l'acceleratore su porto e bonifiche. "Diversificare rimane un bel progetto: - ha concluso - l’acciaio, il turisimo e tutto il resto devono andare avanti di pari passo. Ogni lavoro è importante, ma con diritti e con stipendi regolari".



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