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giovedì 27 giugno 2019

Politica venerdì 27 novembre 2015 ore 18:42

"Ora basta con gli annunci"

La consigliera Carla Bezzini di Un'altra Piombino questo tira e molla è controproducente; la questione Aferpi ha bisogno di una programmazione chiara



PIOMBINO — In un contesto così incerto, pieno di incognite e con notizie che si susseguono una dietro l’altra, è legittimo porsi degli interrogativi; questo è il caso della consigliera Carla Bezzini di Un’altra Piombino che interviene sul progetto Aferpi.

“Le ultime notizie sulle intenzioni di Aferpi di scorporare l’azienda per creare una società per la gestione del pontile e della logistica, le notizie su un possibile trasferimento di impianti in Brasile e sull’acquisizione della Leali, nonché l’ipotesi della partnership con JSW, le vicende tutt’altro che chiare in Algeria, gli avvicendamenti al vertice del CdA, unite alle problematiche del mercato dell’acciaio soggetto a un massiccio flusso di importazioni di prodotti cinesi, dimostrano che tutto quello che fino ad ora è stato messo in piedi si regge su un quoziente di precarietà molto elevato. Perfino il PD oggi sente la necessità di intervenire per chiedere chiarezza”.

Ora basta con gli annunci. – commenta la Bezzini – Serve rispetto per i lavoratori oggi in grave sofferenza".

Insomma, l’incontro del 30 novembre al Ministero dello Sviluppo Economico deve portare soluzioni e indicazioni chiare sulle intenzioni del gruppo Cevital. L'attenzione, poi, è rivolta ai sindacati che con lo sciopero e la manifestazione del 2 dicembre dovranno denunciare la depressione esistente oltre che nell'indotto siderurgico, anche nel commercio e nelle piccole imprese.

“In ultimo continuiamo a dire all’Autorità portuale, al Comune, alla Regione che le aree demaniali non devono essere concesse prima dell’avvio operativo degli impegni nella siderurgia, così come per le altre attività che devono essere commisurate alle effettive necessità. – conclude – Rimane molta amarezza nel constatare una evidente incapacità di programmazione politica, sia nell'amministrazione locale che in quella regionale, che si traduce in un atteggiamento di attesa e di subalternità all'imprenditore di turno, nelle cui mani si sono affidate le sorti di un intero territorio”. 



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