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Aldo Di Pietro, professione bomber

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia ripercorriamo tre stagioni fantastiche (1976 – 1979) con Gordiano Lupi. Foto di Giovanni Gualersi



PIOMBINO — Troppe volte abbiamo detto che erano altri tempi. Ma ci tocca ripeterlo. Erano tempi che un ragazzo di ventidue anni si trasferiva da San Severo (provincia di Foggia, primi sentori del Gargano) a Piombino (città di mare, industrie e ciminiere) per giocare a calcio. Non era il calcio di oggi, questo è chiaro, era il 1976, e un attaccante rapido e funambolico come Aldo Di Pietro aveva già debuttato a 18 anni (1972/73) in serie C con il Chieti, quindi la stagione  Rondinella, Sant’Elena Quartu e Cuoiopelli. Serie D a cinque gironi, campionato difficile e tecnicamente valido, con trasferte complesse in Umbria, Lazio e Sardegna. Allenatore è Romano Magherini, un sergente di ferro della panchina, che vuole salire in C2 ma non ci riesce, anche se l’errore sta nella cessione del bomber Di Mario, ma come rifiutare i 55 milioni offerti dalla Carrarese? Il Piombino cambia, se ne vanno Francesconi, Orsini, Biagini, Ronchi, Santigli, cessa l’attività Roberto Pucci (200 partite), arrivano Bernardis (grande attaccante), Calosso, Ferraro e Pellegrino. Stagione importante, giocata ad alto livello, sempre davanti a un pubblico numeroso e festante, sostanzialmente corretto, un vero e proprio tredicesimo uomo in campo, ci sono gli ultras ed esiste ancora il Club Nerazzurro Il Torrione. Debutta Stefano da Mommio (6 presenze) che farà una bella carriera, ricordiamo anche il povero Mangoni (una presenza) e l’esordio di Guarguaglini, un giovane del vivaio. Di Pietro gioca 20 partite e segna 7 reti, spesso con la maglia numero 11, da seconda punta accanto a Bernardis(15 reti), mentre l’ala destra è il rapido Pellegrino (6 reti). Aldo Di Pietro lascia il Piombino quando comincia la decadenza, la stagione 1979/80 è quella della retrocessione e del cambio di presidenza da Finucci a Camarri, con il confermato Magherini che perde la bussola della squadra e viene sostituito da Elia Greco che arriva terzultimo e torna in Promozione. Avremo tempo per gioire un’altra volta per il ritorno in serie D nella stagione 1983/84 grazie alla squadra messa in piedi da Lamberto Pazzi, anche se il campionato aveva cambiato nome in Interregionale, poi solo limbo dilettantistico che viviamo ancora. Tutte cose che ad Aldo Di Pietro non interessano, se non da sostenitore che osserva da lontano le gesta di una squadra che per tre esaltanti stagioni ha contribuito a rendere grande. Aldo cambia casacca, nella stagione 1980/81 è in forza alla Massese (in serie D), poi si avvicina a casa, in quel di Sulmona, e chiude la carriera abbastanza presto. Erano altri tempi. Erano tempi che al Magona c’era una tribuna verde.

Erano tempi di una gradinata ricolma di pubblico. Radio e televisioni locali seguivano il Piombino, torpedoni partivano per le trasferte dal Bar Cristallo in piazza Gramsci e dal Bar Nuovo in Piazza della Costituzione. Erano tempi migliori? Non lo so. Non sta a me dirlo. So soltanto che mi mancano. E quando penso a quei giorni mi rivedo adolescente e mi commuovo.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata


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