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Attualità mercoledì 25 novembre 2015 ore 19:26

"Frontiere chiuse alle armi. Non alle persone"

Foto tratta dal sito Rebeldia

Contro il transito di bombe sul territorio toscano, questo lo slogan di Rebeldia appeso alla recinzione dell'aeroporto militare di Pisa



PIOMBINO — La notizia dello sbarco nel porto di Piombino di un carico di mille bombe Mk83, prodotte in Sardegna e destinate all'Arabia Saudita, ha movimentato i militanti dell'associazione "Un ponte per..." che fa parte del network Rebeldia. 

I militanti hanno appeso alla recinzione dell'aeroporto militare di Pisa uno striscione con su scritto "Frontiere chiuse alle armi. Non alle persone" per chiedere un intervento contro la movimentazione italiana di armi con particolare attenzione al territorio toscano. 

"Dopo gli attacchi terroristici di Parigi - prosegue Rebeldia - questa movimentazione sarebbe aumentata coinvolgendo il territorio toscano, dove sappiamo esservi importanti centri di smistamento e deposito di armi come la base militare di Camp Darby e l'aeroporto militare di Pisa. Da anni ormai chiediamo la chiusura della base e il suo riutilizzo a usi civili, per motivi di sicurezza e affinché il nostro territorio non sia complice di omicidi di massa di civili, tra cui donne e bambini, come avviene nei frequenti attacchi sauditi in Yemen".



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