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Politica venerdì 21 gennaio 2022 ore 14:50

Bonifica ex Sae, “basta distorcere la realtà”

Foto di repertorio

Unione comunale Pd e i gruppi consiliari Pd e Con Anna contestano le dichiarazioni dell’Amministrazione e ricostruiscono i fatti



PIOMBINO — “Basta distorcere la realtà per un pugno di like. In relazione al monitoraggio del sito di stoccaggio di farmaci scaduti, dentro capannoni situati a Riotorto, corre l’obbligo di ricondurre ai fatti la notizia data dall’ufficio comunicazione del sindaco e dell’assessore Bezzini. Così come esposta nella nota stampa del sindaco sembrerebbe che la bonifica sia appena terminata con un impiego di risorse importanti. In realtà non è andata così e sarebbe anche ingeneroso nei confronti dei dirigenti dell’epoca, destinatari di minacce”.

Lo ha tenuto a precisare l’Unione comunale Pd e i gruppi consiliari Pd e Con Anna per Piombino dopo quanto riferito dall’Amministrazione comunale (leggi qui sotto l’articolo collegato).

“No assessore! Nella narrazione di un’operazione di bonifica, che può definirsi esemplare, lei non può figurare come una protagonista e neppure comprimaria. - hanno commentato - Agli inizi degli anni 2000, l’autorità giudiziaria individuò un traffico illecito di rifiuti riconducibile non tanto alla Sae ma alla società Omar di Milano. Questa prendeva commesse per recuperare e smaltire rifiuti ma, in realtà, li stoccava dentro capannoni affittati ad hoc a ditte fantasma, come la Sae, che in seguito fallivano senza procedere allo smaltimento. Il successo di quella operazione vide coinvolti Amministrazione Comunale, Regione Toscana e Autorità Giudiziaria. La Regione mise a disposizione un fondo di rotazione di circa 800mila euro per procedere allo smaltimento. Il Comune di Piombino mise in piedi una gara europea che portò allo smaltimento dei rifiuti presso cave di salgemma in Germania. - hanno ricordato - Fu poi promossa, dal Comune, un’azione di responsabilità per fallimento nei confronti della società Omar srl che portò al sequestro di beni personali degli amministratori della srl. Furono così recuperate, dalla vendita degli immobili di proprietà degli allora amministratori, gran parte delle risorse impiegate per la bonifica”.

“Oggi l’assessore Bezzini che, a valle di questa complessa ed articolata vicenda, ha semplicemente eseguito un monitoraggio, che è prassi dopo interventi di bonifica, molto più elegantemente avrebbe dovuto riconoscere la bontà di quell’intervento e nulla più”, hanno sottolineato ricordando che alcuni anni dopo l’Amministrazione del tempo individuò e liberò un capannone in località Colmata oggetto di traffici illeciti ed anche in quella circostanza fu possibile intervenire con un’azione congiunta Comune e Regione Toscana.

“Quando l’assessore dimostrerà pari competenze, nella gestione di una bonifica e nel recupero delle risorse impiegate, saremo i primi ad applaudire”, hanno concluso dal Pd.


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