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Attualità mercoledì 01 marzo 2023 ore 17:00

Bonifiche del Sin, Legambiente incalza

Foto di archivio

In una lettera indirizzata a Ministero, Regione e Comune chiede di definire una regia tecnico-politica che segua quotidianamente il caso



PIOMBINO — Legambiente scrive al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al sindaco di Piombino Francesco Ferrari per suggerire la nomina di un commissario e l'istituzione di una cabina di regia per il Sin di Piombino.

"Come sapete bene, il Sin di Piombino, sito d'interesse nazionale in tema di bonifiche (di circa 928 ettari di estensione a terra e ben 2.015 ettari a mare), è stato istituito nel 1998. Sulla base dei dati messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente, sono passati ormai 25 anni. - si legge nella lettera - Partiamo dal 28 Maggio 2007. Data nella quale si firmò il primo degli accordi di programma che prevedeva la bonifica della falda. Con l’accordo di programma del 2014 si stanziarono poi 50 milioni di euro. Dopo quasi 16 anni dal primo accordo e dopo 9 dal finanziamento, siamo ancora alle carte. Niente è stato fatto sul campo. Salvo lo scorrere di fiumi di parole e impegni disattesi".

Nella lettera, Legambiente chiede chi ad oggi si occupa delle scelte e delle procedure legate al Sin. 

"Per questa tipologia di coordinamento interistituzionale, in passato, si scelse di nominare un Commissario. A questo scopo, fu nominato Commissario per le bonifiche dei siti toscani l’allora presidente Rossi, il quale nominò poi altri sub commissari dedicati: il responsabile della Direzione Ambiente della Regione e diversi commissari locali, uno per ogni Sin. - ha ricordato Legambiente nella lettera - Il Commissario per il Sin di Piombino, in particolare, poco dopo la nomina è stato trasferito ad altro incarico e di fatto non ha potuto occuparsene. Quindi Invitalia, che avrebbe dovuto solo bandire le gare di appalto, è stata poi lasciata sola a decidere, posticipando modi e tempi di erogazione dei fondi originariamente destinati alla sola procedura di bonifica. E arriviamo finalmente al 25 Febbraio 2021 quando, con Decreto della direzione generale per il risanamento ambientale, il Ministero dell'Ambiente approva il progetto definitivo di messa in sicurezza idraulica della falda. Da Febbraio 2021 sono passati altri due anni e ancora non ci sono notizie ufficiali della gara di affidamento dei lavori".

Legambiente nella lettera suggerisce che "per mettere in sicurezza la falda occorre forse togliere prima i cumuli di scorie stoccate dentro l’area industriale, in gran parte nella famosa area di 35 ettari a suo tempo sequestrata dalla Guardia di Finanza".

E infine: "Come già due anni fa, e come ancora più volte in precedenza, ci troviamo costretti a sollecitare le Istituzioni affinché i progetti approvati siano realizzati e portati a compimento nel più breve tempo possibile, e contestualmente si provveda a redigere nuovi progetti, trovare altri finanziamenti per completare integralmente la bonifica. Ci domandiamo: chi si deve occupare di tutto questo? A nostro avviso, l’esperienza fattuale di delega a Invitalia, è chiaramente fallimentare, ed è quindi ormai improcrastinabile una regia tecnico-politica che segua quotidianamente le procedure e indirizzi le scelte".


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