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Lavoro lunedì 08 novembre 2021 ore 16:46

"Senza forno elettrico e revamping condannati"

Aspettando la manifestazione di Roman, il Camping Cig ha illustrato il risultato delle risposte alle dieci domande indirizzate a politica e sindacati



PIOMBINO — "Crediamo che Jsw non sia un imprenditore credibile in relazione ai progetti presentati tre anni fa, lo affermiamo da tempo: non possiamo più dare credito alle sue promesse". Lo ha detto chiaramente il coordinamento Camping Civ durante la conferenza organizzata alla rotonda della Sol per tenere fissa la lente sul futuro dello stabilimento siderurgico di Piombino.

"Il giudizio fortemente negativo su Jsw è oggi fatto proprio anche da tutti gli intervistati che hanno risposto. Questo è il primo elemento di analisi condiviso da tutti", il riferimento è alle risposte alle dieci domande raccolte in queste settimane dal coordinamento per capire l'opinione di oggetti istituzionali, politici e sindacali sul tema. Le risposte sono arrivate da: Movimento 5 Stelle, Uglm, Partito della Rifondazione Comunista, sindaco e giunta, il gruppo Forza italia -Udc- Civici Popolari Liberali. 

"Non è accettabile lasciare in mano lo stabilimento a Jsw, con lo Stato come bancomat solo per saldare i debiti contratti ed evitarne il fallimento. Questo è il secondo elemento di analisi condiviso da tutti. Chiediamo allora a tutti di essere conseguenti e assumere la posizione che l’unico interlocutore è oggi il Governo. - hanno spiegato in una nota - Dobbiamo prendere atto che lo Stato è oggi l’unico interlocutore capace di risolvere positivamente la vicenda acciaierie insieme alla soluzione dei problemi di tutto il nostro territorio riconosciuto Sin ed area di Crisi Industriale Complessa. Stato che dovrà certo confrontarsi con l'attuale proprietario ma mettendo i soldi, Jsw ha dichiarato di non essere disponibile a sborsare nemmeno un euro per gli indispensabili investimenti, dovrà pretendere la maggioranza delle quote e la direzione dello stabilimento e se necessario, in caso di contrasto, arrivare a liquidare per intero le quote Jsw. Secondo noi solo lo Stato con o senza partner privato in minoranza potrà guidare le nuove acciaierie".

Di questo ultimo aspetto, dalle risposte raccolte, non ne sarebbe molto convinta l'Amministrazione comunale. "Lo Stato secondo loro deve limitarsi a valutare e finanziare il piano industriale che dovrà presentare Jsw. - hanno riferito dal Camping Cig - Tale posizione è contraddittoria, come possono aspettarsi un piano industriale accettabile da un imprenditore che anche loro ritengono non credibile?. Ed inoltre se come probabile Jsw non presenterà nemmeno entro il 31 Dicembre il piano industriale che promette da anni l'Amministrazione ne prenderà semplicemente atto ed accetterà il conseguente inevitabile fallimento? Invitiamo l'Amministrazione Comunale a riflettere sul fatto che la fine delle acciaierie non sarà una opportunità di sviluppo per altri settori del nostro territorio ma il segno tangibile del suo completo abbandono da parte dello Stato".

Per il Camping Cig "senza la previsione immediata all’interno del piano industriale del forno elettrico da affiancare al revamping serio dei treni e alla costruzione del nuovo tpp siamo condannati alla chiusura".

Altro punto da sviscerare è quello delle bonifiche e degli smantellamenti degli impianti delle acciaierie in disuso. Aspetto da tutti condiviso, per il Camping Cig però deve essere chiaramente espresso all'interno del piano industriale.

"Tutti gli intervistati che rispondono riconoscono il fatto che ci saranno, comunque vada a finire la vicenda acciaierie, degli esuberi. Questo è il quinto elemento di analisi condiviso da tutti e che mette in evidenza quanto mai fatto trasparire da azienda e governo. Tutti inoltre ritengono che alla drammatica situazione che si andrà a creare sia necessario rispondere con la creazione di nuove opportunità di lavoro, con la formazione professionale.

"Chiedevamo quale iniziative intendevano prendere per i prossimi mesi che trascorreranno tra due diligence e predisposizione dell'ipotetico piano industriale; come arrivare alla nuova scadenza per avere le necessarie garanzie sul futuro dello stabilimento individuata nel 31 Dicembre 2021. A parte tutti i discorsi - hanno concluso - l'impressione è che nessuno ha in mente un percorso per realizzare quanto abbiamo chiesto, l'impressione è che tutti staranno ad aspettare il 31 Dicembre. Noi riteniamo che questo atteggiamento sia inaccettabile!".

Intanto, il Camping è pronto a partire per partecipare alla manifestazione del 10 Novembre a Roma. 

"Chiediamo a tutti ed in primo luogo a coloro che ci hanno risposto di farsi promotori, dopo la mobilitazione nazionale del 10 Novembre a Roma si confrontino e dove si possa stabilire una piattaforma comune da presentare al Governo prima che discuta il piano industriale che Jsw presenterà. Chiederemo che si stabilisca un piano nazionale di rilancio della siderurgia, che si ricreino immediatamente le condizioni per fare lavorare in sicurezza chi oggi nelle acciaierie piombinesi rischia continuamente di infortunarsi, che il piano industriale oltre al revamping preveda l'acciaieria elettrica ed il nuovo treno a rotaie spostati entrambi lontano dalla città, che per chi non troverà comunque la possibilità di rientrare in fabbrica o altri luoghi di lavoro vengano immediatamente stabiliti trattamenti previdenziali agevolati come le uscite volontarie agevolate, prepensionamenti, estensione del riconoscimento dei contributi da esposizione all'amianto. La manifestazione del 10 deve essere l'inizio di una serie di mobilitazioni che portino a fare divenire Piombino un caso nazionale".


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