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Politica Domenica 01 Marzo 2026 ore 07:00

Lente su Cardiologia, ma niente documento unico

La maggioranza: "Ci auguravamo che su un tema così delicato potesse registrarsi una convergenza ampia". Pd: "Abbiamo tentato una strada diversa"



PIOMBINO — Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale a Piombino, le varie forze politiche non sono riuscite a trovare una posizione unanime per chiedere chiarezza sul futuro del reparto Cardiologia dell'ospedale Villamarina.

All'ordine del giorno un documento presentato dal Partito Democratico e una presentata dalla colazione di maggioranza, il primo bocciato e il secondo approvato con i soli voti della maggioranza e l'astensione dell'opposizione. 

"Con questo atto abbiamo chiesto all’assessore regionale competente una verifica urgente della situazione sanitaria della Val di Cornia e la sua presenza in III Commissione per riferire in modo chiaro sulle prospettive della sanità territoriale. - hanno spiegato le forze di maggioranza - Abbiamo inoltre sollecitato per l’ospedale di Piombino la nomina di un direttore di unità operativa, un organico medico adeguato e l’attivazione di una sala di emodinamica, ritenuta strategica per garantire servizi all’altezza delle esigenze dei cittadini. Infine, abbiamo richiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico sulla sanità, con la partecipazione dell’assessore regionale. Ci auguravamo che su un tema così delicato potesse registrarsi una convergenza ampia, nell’interesse esclusivo della città. Il Partito Democratico ha invece scelto di non sostenere la mozione, assumendo una posizione che, a nostro avviso, non tiene conto fino in fondo delle preoccupazioni espresse dal territorio".

"Come forze di opposizione, abbiamo fin da subito tentato una strada diversa: un documento unico, condiviso, capace di rappresentare l’intero Consiglio comunale su una questione di interesse generale che riguarda la salute dei cittadini. - hanno spiegato Pd e Piombino Domani - Nel percorso di confronto abbiamo accettato tutte le modifiche proposte dalla maggioranza, dimostrando senso di responsabilità e reale volontà di arrivare a una posizione comune. Abbiamo chiesto soltanto di espungere due paragrafi contenenti affermazioni che, a nostro giudizio, necessitano di verifiche puntuali prima di essere dichiarate in modo così assertivo: il riferimento alla mancanza di notizie sui sette cardiologi annunciati mesi fa e alla previsione che il concorso sarebbe andato deserto; l’affermazione secondo cui oltre l’80% dei casi di IMA nel nostro territorio non sarebbe trattato nei tempi salva-vita previsti dai protocolli internazionali. Non abbiamo mai messo in discussione la centralità del problema né la forza politica dell’atto. Al contrario, abbiamo ritenuto che la credibilità delle istituzioni imponga prudenza e rigore, soprattutto quando si trattano dati sanitari così sensibili. La richiesta di eliminare quei passaggi non avrebbe in alcun modo indebolito l’ordine del giorno, che manteneva con chiarezza l’obiettivo di sollecitare con determinazione le istituzioni competenti e di convocare un Consiglio comunale aperto e monotematico alla presenza dei rappresentanti regionali e ministeriali. La maggioranza ha respinto questa proposta di mediazione. Il risultato è stato la presentazione di due ordini del giorno distinti. A dimostrazione del nostro senso di responsabilità verso la città, le opposizioni si sono astenute sul documento della maggioranza, consentendone l’approvazione. Diversamente, il nostro ordine del giorno è stato semplicemente bocciato dalla maggioranza. È quindi legittimo chiedersi: chi ha davvero cercato l’unità?".

"La salute dei cittadini merita unità vera, non divisioni costruite su pregiudiziali. Continueremo a lavorare perché il nostro ospedale sia rafforzato e perché la voce della città sia portata con forza ai livelli istituzionali competenti, con serietà, trasparenza e spirito costruttivo", hanno proseguito i due gruppi di opposizione.

Intanto, fa sapere il consigliere di maggioranza Mario Atzeni e presidente della III Commissione che a venti giorni di distanza l’invito formale rivolto alla direttrice generale della ASL resta ancora senza risposta. "Continuiamo ad attendere un riscontro, convinti che il confronto istituzionale sia un dovere nei confronti della comunità di Piombino".


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