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giovedì 12 dicembre 2019

Attualità domenica 19 maggio 2019 ore 15:25

Ciclabile per Baratti, il quartiere si dissocia

Alla lettura della delibera, il quartiere Populonia e Fiorentina ne esce deluso e offeso: "Oltre alla beffa... anche l'inganno"



PIOMBINO — Sulla questione ciclabile per Baratti è intervenuto anche il quartiere di Populonia e Fiorentina che si è detto deluso e offeso. Durante la riunione di mercoledì 15 Maggio è stata prodotta una nota condivisa sulla pagina social del quartiere, nota che riportiamo integralmente, con la quale si contesta la Di fronte alla delibera di Giunta n. 83 del 20/03/2019 in cui l'Amministrazione ha approvato il progetto per la ciclopedonale dalla rotatoria sulla via della Principessa e il parcheggio Baratti 1 (leggi gli articoli consigliati qui sotto).

"Oltre alla beffa... anche l'inganno. Quando l’Amministrazione lavorava alla stesura del Pums, circa due anni fa, il Consiglio di Quartiere riunì intorno a sé le energie, le competenze, le idee disinteressate di una intera comunità: ne nacquero uno studio mirato della situazione e, quindi, un documento preciso e dettagliato, programmatico e propositivo. Quel documento, che è stato presentato ufficialmente all’Amministrazione, che dunque l’Amministrazione conosce bene e che tutti (in particolare chi si candida alle prossime amministrative) è invitato a leggere, essendo di tutti a disposizione - è la prova di una partecipazione attiva delle persone, una partecipazione e un impegno civico che da anni su questo territorio non si vedevano. Di questo lavoro nel progetto della Delibera di Giunta non c’è nulla. Assolutamente nulla.

Tutto disatteso. Tutto ignorato. Il lavoro e la passione civica dei cittadini stracciati, ignorati, cancellati. Ma l’Amministrazione ha fatto anche peggio, con quella Delibera: ha dato il via libera a qualcosa che va in direzione opposta e contraria a quello che i cittadini avevano proposto e suggerito. Eppure l’Amministrazione aveva garantito che prima di fare qualunque passo deliberativo sulla questione avrebbe consultato il Quartiere. Ancora una volta l’esecutivo ha deciso e ha messo i cittadini di fronte al fatto compiuto. 

Certo, il Quartiere non ha pretesa di deliberare. Ma non si può chiedere la partecipazione se poi la si mette da parte, come se non esistesse. In questo caso, e non solo in questo purtroppo, l’Amministrazione ha mostrato di sponsorizzare la democrazia partecipata per poi letteralmente infischiarsene dei principi e dei valori umani e sociali che la tengono in piedi e la fanno vivere. Fin qui la beffa. Passiamo all’inganno.

Il progetto che l’Amministrazione sbandiera e promuove pecca di molti difetti. Sia sul piano economico sia su quello procedurale sia su quello strettamente logistico. Quello dell’Amministrazione è un progetto ‘fuori luogo’ che non produce nessuno dei vantaggi tipici che una ciclopedonale - di cui c’è estremo bisogno (e qui siamo tutti d’accordo) - dovrebbe dare a un territorio. Si pensa di fare una strada enorme, più grande della carreggiata, che mangia terra ai proprietari, che non valorizza il territorio, che penalizza tutti coloro che ci vivono, le aziende agricole e la stessa Populonia Stazione incluse, e che, come dice il testo stesso della delibera, va a incrementare le attività di chi quel progetto ha pensato e voluto: cioè il Resort di Poggio all’Agnello. Allora, diciamolo chiaramente, si tratta di interessi tutt’altro che pubblici

Oltretutto quella strada verrebbe impiantata (il condizionale qui è un auspicio che ciò non accada) sulla Principessa, arteria di un traffico forte e intenso che si pretende di regolare con un semplice semaforo a chiamata, all’uscita di una rotonda – con tutti i rischi che non stiamo qui a elencare. È chiaro che non siamo qui a contestare l’urgenza e la necessità di una pista ciclopedonale, ma quello che l’Amministrazione vuole fare è tutto il contrario di quello di cui c’è davvero bisogno. Baratti e il territorio che circonda il golfo hanno bisogno di essere tutelati, valorizzati, non massacrati: una carreggiata enorme accanto a quella su cui passa il traffico veicolare altro non è che un mostro. Esistono strade bianche, sostanzialmente già pronte che garantiscono la ciclopedonalità; che, se utilizzate, eviterebbero un consumo abnorme di suolo. Non utilizzarle significherebbe perdere una grande occasione di sviluppo per aziende e per il territorio.

Quello dell’Amministrazione è un progetto costoso: ove quello presentato dal Quartiere era un progetto a costo zero. Costoso e anche illecito: perché storna, investendola in un progetto che favorisce un solo privato, una quota dei soldi degli oneri di urbanizzazione dovuti da quel privato al Comune di Piombino, in palese violazione, non solo di un accordo raggiunto in un’assemblea pubblica e che alcuni assessori avevano garantito che sarebbe stato ratificato, ma anche e soprattutto di quanto prevedono le disposizioni di legge. A ciò si aggiunga il fatto che anche sulle modalità procedurali con cui questo progetto è arrivato a termine pendono forti dubbi di arbitrarietà e di illegittimità, come è ben stato messo in evidenza da due documenti che sono già al protocollo del Comune di Piombino e che sono stati presentati e sottoscritti da alcuni proprietari dei terreni su cui la strada andrebbe a insistere (n. prot. n. 14552 del 19/4/2019, con integrazione, n. 15233 del 26/4/19). Eccolo qui l’inganno. Si fa passare per intervento di pubblica utilità qualcosa che di utilità pubblica non ha proprio niente. L’inganno dunque sta tutto nella dolosità di un’azione politica fatta da un’Amministrazione che tra pochi giorni si presenterà all’elettorato. Come si presenterà? Esibendo come ultimo atto una mossa di totale noncuranza e di violazione delle regole e delle convenzioni democratiche. 

Questo documento è una esplicita presa di distanza da quella Delibera di Giunta, la n. 83 del 20 marzo 2019: si dissociano dal progetto che quella delibera presenta sia i Consiglieri di Quartiere, sia tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del progetto di cui finora si è parlato sia, infine, tutte le persone che in queste ultime settimane hanno partecipato al dibattito su questo tema".



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