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RIGASSIFICATORE sabato 09 luglio 2022 ore 10:43

Il Comitato Salute Pubblica scrive a Snam

Un rigassificatore

Il comitato impegnato nella battaglia del no al rigassificatore ha scritto una lettera aperta evidenziando criticità e dubbi



PIOMBINO — Il Comitato Salute Pubblica ha scritto una lettera aperta indirizzata a Snam per ribadire la contrarietà al rigassificatore nel porto di Piombino e fare alcune osservazioni dopo le dichiarazioni di Elio Ruggeri, amministratore di Snam Fsru, a Il Tirreno.

Il Comitato ha evidenziato che quello del rigassificatore non è un semplice nuovo investimento industriale ma di un impianto ad alto rischio di incidente rilevante, disciplinato dalla normativa Seveso III e dalla normativa italiana di cui al decreto 105/2015, normativa che vale per tutte le attività dove avviene la rigassificazione.

“Non ci sembra questa una particolarità secondaria. - hanno commentato - E ancora, l’ingegnere sostiene che al mondo vi sono tanti di terminali di rigassificazione, sono iper sicuri e non ci sono rischi non controllati né per l’ambiente né per la popolazione. Siamo molto preoccupati, invece. Le affermazioni dell’Ingegnere dovranno trovare spazio e verifiche nel Piano di Sicurezza che, ai sensi di legge, la Società è tenuta a predisporre e a sottoporre all’esame del Comitato Tecnico Regionale (art 6 e 10 decreto 105/2015) ed allora vedremo come saranno accolte quelle affermazioni da tecnici non della Snam”.

“Siamo certi - si prosegue nella lettera - che se tale progetto fosse sottoposto a VIA-VAS e ad un attento esame, come prescritto dalla direttiva Seveso III, non potrebbe che essere respinto, tanto è assurda la collocazione del rigassificatore proposta da Snam, collocazione che risponde a interessi economici aziendali. Nel piano di sicurezza debbono essere individuati i possibili incidenti in relazione al contesto e riportate le previsione per far fronte alle evenienze. Il Comitato, organo altamente qualificato, potrà fare ispezione del luogo, acquisire dati e approvare o meno il Piano. Poiché il Piano di sicurezza è parte integrante del progetto alla città, farebbe piacere conoscerlo, così forse sarebbe più chiaro a tutti di che cosa si parla”.

“E se per Livorno si è passati in primis dal Piano di fattibilità che deve inquadrare l’impianto nel contesto degli elementi presenti, verificando preliminarmente se incidenti possano essere tenuti sotto controllo, si desume che debba applicarsi analoga procedura, perché la legge sui grandi rischi non l’ha cancellata nessuno, anzi è espressamente richiamata dal decreto, art.5. - hanno aggiunto dal comitato - La norma 105/2017 art.17 deve essere interpretata perché, quando parla di nuovi stabilimenti, riteniamo debbano intendersi sia quelli in costruzione come quelli in navi stabili, perché è sulla sicurezza della loro attività, dove e come questa viene svolta, che la norma vuole garantire”.

In merito alla scelta di posizionare la nave rigassificatore nel porto, il Comitato ha ribattuto: "L’ingegnere ricorda che questi impianti si trovano nei porti di Barcellona e Marsiglia, porti non certo paragonabili al nostro, dove non esiste una sola via di entrata ed uscita per traffico commerciale, industriale e passeggeri. Impossibile credere che non vi saranno intralci e rallentamenti alle altre attività portuali, come non ci convince affatto che l’acqua fredda con cloro, gettata in mare, non sia dannosa per l’habitat marino e gli allevamenti ittici, abbiamo letto aspetti non rassicuranti a proposito".

A proposito dell'istanza presentata da Snam per un periodo di 25 anni, "ricordiamo che interviste dal ministro in giù hanno sempre parlato di una soluzione transitoria, uno o due anni, per altro ugualmente inaccettabile. L’ingegnere sostiene che se proprio la città non la vuole, è disponibile verso altra soluzione. Quale? Nessun piano B all’orizzonte", ha aggiunto il Comitato.

"Ci siamo accorti che nell’elenco dei pareri e degli organi interessati alla procedura, resi noti dal Commissario, non è stato menzionato il Comitato Tecnico Regionale, quello che deve istruire il Piano di fattibilità e Piano di Sicurezza, ecco, vogliamo ricordarlo al nostro governatore e non solo a lui. La società Snam fa il proprio lavoro, ma chi ci amministra avrebbe dovuto trovare soluzioni meno impattanti e preoccupanti per una comunità, l’urgenza non giustifica il non ascoltare i territori. Si leggono previsioni anche di politici che parlano di avvio in esercizio a primavera prossima, ma tra istruttoria sulla sicurezza, piano preliminare e definitivo, tra valutazioni ambientali che comunque andranno esaminate, tra verifiche sui rumori, scarichi, emissioni, non crediamo che davvero tutto o quasi tutto sia scontato. Anzi - hanno concluso - siamo sicuri che risulterà impossibile installare tale impianto nel porto di Piombino. Infine, siamo convinti che la scelta del Gnl a livello Nazionale sia sbagliata, vi sono altri mezzi per risolvere veramente la crisi energetica".

Qui la lettera integrale.


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