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Politica domenica 07 febbraio 2021 ore 11:22

Discarica, "dichiarazioni imbarazzanti"

La discarica Rimateria

Lavoro & Ambiente: "Non è al sindaco di Piombino che devono chiedere quale sia la strategia che intende portare avanti, ma alla società"



PIOMBINO — "Imbarazzo. Si prova solo imbarazzo a leggere le dichiarazioni dei sindaci sul parere della Conferenza dei servizi. Imbarazzo che dovrebbe essere loro e indurli a un dignitoso silenzio". Così ha esordito la lista Lavoro & Ambiente commentato le dichiarazioni dei sindaci di Campiglia Marittima, San Vincenzo, Sassetta e Castagneto Carducci in merito alla decisone della Conferenza dei servizi in merito all'ampliamento dei volumi di discarica (leggi qui sotto gli articoli collegati).

"Non avevano tante preoccupazioni ambientali fino a che quella discarica cresceva indisturbata al ritmo di 40 camion al giorno di rifiuti speciali conferiti in un impianto condotto in spregio alle più elementari norme di sicurezza. Non avevano tante preoccupazioni quando i cittadini denunciavano le maleodoranze, i disagi e i disturbi indotti dai continui, pesanti sforamenti dei limiti soglia di emissioni. Non avevano tante preoccupazioni quando gli organi competenti denunciavano le inadempienze nella conduzione dell'impianto e diffidavano la società al rispetto delle prescrizioni. - hanno proseguito - Nessuna preoccupazione: nemmeno quando erano parte di una società che affogava nei debiti per coprire i quali hanno venduto le quote di maggioranza a soci privati, sapendo bene che avrebbero portato centinaia di migliaia di rifiuti speciali a Ischia di Crociano, condizione imprescindibile per coprire qui debiti. Ma già, Ischia di Crociano non è territorio loro, non ci vivono i loro concittadini. Non hanno mostrato tanto zelo nemmeno quando la LI53, che ora sembra preoccupare tanti che improvvisamente hanno riscoperto una sensibilità ambientale non manifestata prima, si riempiva di rifiuti conferiti abusivamente nel silenzio complice degli amministratori di quegli anni. E nemmeno tante preoccupazioni per quella 36 ettari più volte sequestrata dalla finanza, da decenni piena di inquinanti già caratterizzati, che ora sembra interessare tanto. Facendo erroneamente credere che Rimateria contempli interventi sanatori non previsti da nessuna parte. Anche la Ex-Lucchini abbandonata a cielo aperto da anni sembra un pericolo di cui preoccuparsi solo ora". 

"Ora desta scandalo che un territorio per mezzo dei suoi amministratori riesca a farsi ascoltare e a far  valere il suo bisogno di tutela. - hanno commentato - L'interesse di altri 350mila metri cubi di rifiuti importati da fuori non è un interesse collettivo: è l'interesse di una società privata che opera nel libero mercato dei rifiuti e li porta in una discarica non a norma che ottiene proroghe per poter continuare a importare rifiuti. Non è il sindaco di Piombino, brutto, cattivo e di destra, ad aver negato il procedimento: è Rimateria che, non rispettando le prescrizioni imposte, ha fatto venir meno le condizioni. Quando avrà ottemperato alle prescrizioni da anni inevase e avrà superato le criticità da anni irrisolte, ci saranno le condizioni per valutare il progetto sottoposto a modifica di Aia. Quindi non è al sindaco di Piombino che devono chiedere quale sia la strategia che intende portare avanti, ma alla società, che è la sola responsabile della inadeguata gestione dell'impianto. E anche i sindacati devono trovare la loro controparte nell'azienda e non in un sindaco che finalmente ha il coraggio di rappresentare e tutelare i cittadini che rappresenta, compresi i lavoratori di Rimateria, che devono lavorare in sicurezza. Infine - hanno concluso - è obbligo raccontare la verità: la conferenza dei servizi non ha sospeso l'istanza; l'ha dichiarata non accoglibile, lasciando al proponente i 10 giorni previsti dalla legge 241/1990 art. 10 bis per la presentazione di osservazioni. Non ci è chiaro infine il motivo per cui il presidente Pellati e le organizzazioni sindacali incontrino i soci di minoranza di Asiu e non il socio di maggioranza. Un' ulteriore scorrettezza istituzionale".

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