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Discarica, "silenzio assordante di Anselmi"

Lavoro & Ambiente: "Candidato e coalizione evitano accuratamente il tema e, anzi, dicono di guardare al futuro"



PIOMBINO — "È quantomeno curioso che il candidato Anselmi si guardi bene dall’affrontare un tema così importante per Piombino come quello ambientale e, in particolare, ciò che riguarda la discarica ex RiMateria, ora Rinascenza Toscana, meglio nota, nomen omen, come Montepuzzo". Così riaccende il dibattito attorno alla discarica la lista civica Lavoro & Ambiente che sostiene la ricandidatura a sindaco di Francesco Ferrari.

"Andrebbe chiesto direttamente al candidato e alla sua coalizione il motivo per cui evitano accuratamente il tema e, anzi, dicono di guardare al futuro. Ma noi un’idea ce la siamo fatta: guardare indietro, guardare ai disastri che i suoi due mandati da sindaco hanno causato alla città, significherebbe tirare fuori la polvere che ha fatto tanta fatica a nascondere sotto al tappeto. Badate bene, rivangare è uno sport che non piace a nessuno ma è di certo utile per capire l’origine di problemi che hanno afflitto la città per decenni, gli stessi che negli ultimi cinque anni l’amministrazione Ferrari dovuto continuare ad affrontare".

"È storia ormai nota che la società RiMateria sia nata sulle macerie di Asiu nel momento in cui sono state vendute le quote ai soggetti privati così da poter ripianare l’enorme buco di bilancio che nel 2015 ammontava a circa cinquanta milioni di euro. - hanno ricordato dalla lista - Un disastro finanziario dovuto alla totale inefficienza e malagestio dell’azienda che ha causato il fallimento di una società citata sempre come modello da molti, l’allora sindaco Anselmi in primis. La vendita delle quote, però, non è servita a ripianare i debiti e, anzi, ha aperto le porte alla speculazione sul conferimento dei rifiuti a Ischia di Crociano. Non entriamo nel merito di queste vicende, ci sono già diversi procedimenti giudiziari che ne chiariranno le responsabilità. Ciò che è dato di fatto però è che la discarica è stata riempita esclusivamente con rifiuti provenienti da fuori, allo scopo di consentire ai soggetti privati di far cassa nel lucroso mercato dei rifiuti, anche a danno della società RiMateria stessa, e niente ha mai avuto a che fare con la tanto evocata economia circolare. Prova di questo è la mancata approvazione dei bilanci nel 2019 a causa di una situazione finanziaria disastrosa. RiMateria è fallita perché i soci privati avevano davanti un quadro in cui le prospettive economiche dei lauti profitti realizzati erano venute meno. Appare evidente, quindi, che la favola del fallimento di RiMateria a causa delle scelte del Comune è esattamente questo, una favola".

"Certo, se l’amministrazione Ferrari, rinnegando i suoi impegni con la città, avesse ceduto ed espresso parere favorevole al progetto di raddoppio dei volumi, facendo finta di non vedere come quella discarica veniva gestita, è molto probabile che i progetti di guadagno dei soggetti privati sarebbero rimasti una prospettiva concreta, con buona pace della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. - hanno proseguito - Probabilmente, Montepuzzo sarebbe cresciuta ancora e Piombino sarebbe diventata una città dei rifiuti. L’Amministrazione Ferrari, invece, si è schierata dalla parte del rispetto della legge, della tutela della città e ha messo in campo ogni azione possibile per raggiungere lo scopo. Ha dichiarato Colmata e Montegemoli centri abitati, ottenendo così l’arretramento di 500 metri dei confini della discarica, troppo vicina a quelle abitazioni. Ha espresso parere contrario alla previsione di un aumento di volumi nell’ambito dei procedimenti amministrativi. Ha approvato la variante urbanistica, tanto dileggiata dal Pd, per i terreni su cui sorge il sito. Ha avanzato ricorso contro la concessione demaniale e contro la modifica della tipologia di rifiuti da conferire. Ha chiesto alla Regione di subentrare con i poteri sostitutivi per la gestione dell’impianto, circostanza che avrebbe messo la parola fine al capitolo Rimateria e che, invece, non è stata presa in considerazione. In breve, ha rispettato gli impegni presi con i cittadini e ha fatto quanto in suo potere per far rispettare le norme".

"Appare evidente da questa cronistoria degli eventi di chi sia la responsabilità di quell’ecomostro nato a due passi dalle case e quanto sia falso affermare che la situazione della discarica sia la medesima di cinque anni fa: quel mostro di rifiuti alto 36 metri, oggi ha le opere di messa in sicurezza in via di ultimazione, tant’è che le maleodoranze sono diminuite. Certo è che non possiamo tornare indietro nel tempo per cancellare le scelte che hanno consentito di erigere quel monumento alla malagestio, rimarrà lì in eterno a testimonianza delle scelte di chi ora vuole 'ritornare al futuro', ma almeno in questi anni non un metro cubo in più di rifiuti è stato autorizzato. La nostra promessa è sempre stata e continua ad essere quella di osteggiare il progetto di trasformare Piombino nella città dei rifiuti mentre scelte diverse per il governo della città, visti i precedenti, potrebbero riaprire il capitolo dell’ampliamento dei volumi di discarica".

"Non possiamo dire che la vicenda sia chiusa, certo, ma - hanno concluso - possiamo garantire ai cittadini che continueremo a combattere per l’ambiente e la salute, per la tutela della città e del suo tessuto economico, contro un progetto scellerato che altri, non noi, hanno voluto e con il quale, purtroppo, dobbiamo ancora fare i conti".


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