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Lavoro venerdì 21 agosto 2020 ore 11:30

Due Emme, i lavoratori chiedono risposte

La sede Due Emme

“Dopo l'incontro del 6 luglio in comune dove sono state fatte promesse davanti a tv e giornali, sono spariti tutti coloro che dovevano darci risposte”



PIOMBINO — Un gruppo di lavoratori della Due Emme non riassunti chiede chiarezza sul futuro è invia una lettera aperta per tenere accesi i riflettori.

“Come lavoratori del ‘Fallimento Due Emme in Esercizio Provvisorio’ vogliamo far sentire ancora la nostra voce, perché nessuno ha preso seriamente la nostra situazione e chi deve dare delle risposte ancora non le dà”, si legge nella lettera con la quale si cerca di ottenere risposte rispetto al futuro dei 12 lavoratori non assunti in Piombino Tech.

“Lo scorso 6 luglio all'incontro presso il comune di Piombino, la proprietà aveva comunicato che si sarebbe impegnata con una controproposta ai sindacati, dicendosi intenzionata ad assumere tutti. Ma siamo quasi a fine agosto e la controproposta non è mai arrivata. Né è stato fatto nessun altro incontro, causa l'assenza dell'imprenditore stesso. Inoltre il 13 agosto è scaduta la cassa integrazione per Covid-19 per chi era rimasto in forza all’esercizio provvisorio, gestito dal curatore fallimentare”.

“La prospettiva - hanno spiegato nella lettera - era estendere la Cig per portarci più vicini ad una possibile integrazione, ma il 5 agosto il curatore ha comunicato ai sindacati che il nuovo DPCM ancora non era stato emanato, impedendogli così di agire. Ha così rimandato tutto a dopo Ferragosto, per poter incontrare il giudice e capire come muoversi. Ancora nessuno si è fatto sentire: né il curatore per capire come procedere, con la chiusura definitiva dell’esercizio provvisorio, e quindi con i licenziamenti, o con la continuazione della Cig; né il nuovo imprenditore per discutere di possibili accordi”. 

“Dopo l'incontro del 6 luglio in comune, dove sono state fatte promesse davanti a tv e giornali, sono spariti tutti coloro che dovevano darci risposte. Siamo stanchi di non essere presi in considerazione e che non venga presa seriamente in considerazione la situazione da nessuno degli attori in campo né dalle istituzioni. - hanno concluso - Vogliamo risposte e le vogliamo avere nei tempi giusti, senza ulteriori rinvii“.



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