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Politica domenica 23 gennaio 2022 ore 14:06

"Il Polo culturale sarà come il castello"

E' la preoccupazione di Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino): "Quello che veramente deprime è la totale mancanza di progetti concreti e idee"



PIOMBINO — "Il Polo Culturale sarà come il Castello, una grande e costosa opera di restauro mal utilizzata, sottostimata, piegata a logiche provinciali Piombino centriche, più che alle reali potenzialità che una corretta gestione di questi luoghi potrebbero offrire. Quello che veramente deprime è la totale mancanza di progetti concreti, d’idee, di gestioni mirate con fini anche commerciali e occupazionali; è assente la discussione, così come la capacità di indignarsi, ad esempio, per avere un Castello chiuso per la maggior parte dell’anno. Il Polo rischia di essere una cattedrale nel deserto, pensate a quegli immensi volumi espressi dall’ex Convento e dalle ex officine, se non fossero dotati di funzioni adeguate e frequentati dalle persone, se facessero appunto, la fine del Castello di Piombino". 

Parole di Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) che in una nota ha espresso tutti i dubbi rispetto al progetto.

"Questa non è solo incapacità gestionale, è anche presunzione, perché dove non ci si arriva, si chiama qualche esperto che ci insegna e si ascolta per benino. Il sindaco afferma che non ha mai visto un progetto per l’esatta collocazione dei libri, nel caso che l’ex Convento potesse un giorno contenere la biblioteca; questo inventario distributivo, doveva venire dai suoi uffici, quelli della cultura, settore di cui lui stesso detiene la delega. - ha evidenziato Gelichi - In sede di stesura del progetto originale, avranno pur fatto una stima del contenitore e del contenuto e se non l’avessero fatta, si poteva rimediare, ricordiamo che 'quelli di ora', governano da quasi tre anni".

All'esponente di Ascolta Piombino non quadrano le dichiarazioni del sindaco Francesco Ferrari che da un lato annunciano il conferimento dell'incarico per adeguare il progetto di completamento del primo e del secondo lotto, quindi ha affidato un incarico per la progettazione preliminare per terzo lotto, mentre dall'altro le idee del Comune sarebbero ancora aperte alla discussione. 

"Riepilogando: - ha sottolineato Gelichi - si affida il progetto architettonico di restauro di tutto il complesso del Polo Culturale senza sapere ancora quali funzioni potrà includere. Stiamo scherzando? L’architetto dovrà pensare un‘opera da dieci milioni di euro, mentre in città è aperta la discussione su cosa potrà contenere. Paradossalmente, siamo arrivati al massimo grado di un parossismo culturale che, temiamo, non porterà a nulla di buono".


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