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Politica giovedì 02 febbraio 2017 ore 21:57

"Il Governo deve anche pensare ad un piano B"

Un momento della manifestazione del 2 febbraio

Il consigliere Ferrari è sceso in piazza coi lavoratori, ora è l'unica cosa i piombinesi possono fare. Le istituzioni? Pensare a bonifiche e futuro



PIOMBINO — "Manifestare era doveroso; è l'unica cosa che al momento i piombinesi possono fare", così Francesco Ferrari, consigliere comunale e responsabile Fratelli d'Italia AN in Val di Cornia ha commentato la sua presenza alla manifestazione promossa dai lavoratori Aferpi e Piombino Logistics che si è svolta il 2 febbraio.

"Tuttavia, sarebbe sbagliato assegnare alla manifestazione il solo scopo di chiedere al Governo di pretendere da Rebrab, una volta per tutte, di dirci se vuole e può partire con il progetto e gli investimenti. - ha scritto in una nota condivisa sui social - La politica ha l'obbligo di guardare anche oltre. Ed allora, il Governo deve anche pensare ad un piano B, nella malaugurata ipotesi, tutt'altro che remota, che messo alle strette l'imprenditore si tiri indietro".

Un'alternativa, secondo il consigliere piombinese, doveva già esserci sin da quando dai banchi dell'opposizione erano stati sollevati i molti dubbi relativi all'avanzamento del progetto. 

"Ad oggi, l'unico progetto alternativo non può che arrivare dallo Stato; se il Governo ha trovato in un giorno 20 miliardi di euro per salvare le banche, Mps in testa, non è velleitario pretendere che trovi una cifra assai inferiore per attuare una seria e vera opera di risanamento e bonifica di tutti i territori ambientalmente assassinati dalla fabbrica".

Come salvare allora l'intera città? Per Ferrari serve un programma per le bonifiche che dovrebbero essere effettuate dal personale ex Lucchini e dalle ditte dell'indotto.

"Questo garantirebbe ossigeno per molti anni, durante i quali dovrebbero essere incentivati investimenti di piccole e medie imprese nei grandi spazi lasciati dall'industria. - ha concluso il consigliere - Una volta per tutte ci dobbiamo rendere conto che la produzione dell'acciaio non è più cosa conveniente e saggia per Piombino ed invece che guardare con nostalgia al passato dobbiamo volgere lo sguardo alle possibilità che il futuro riserva".



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