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Politica mercoledì 30 dicembre 2020 ore 18:40

"Governo e Regione ci sono ora tocca a Jindal"

Partito Democratico

La Federazione Pd ha commentato il risultato dell'incontro sulla vertenza Jsw. "Situazione complessa sotto il profilo dell'occupazione"



PIOMBINO — "Una riunione al Mise conclusa in chiaro scuro. Bene l’atteggiamento del Governo e della Regione, meno quello dell’azienda che chiede un’ulteriore proroga per la presentazione del piano industriale. Il Governo c’è, sarà nel capitale sociale delle acciaierie e chiede che, a fronte dell’ingente ingresso di risorse pubbliche, gli investimenti sui laminatoi e la costruzione dell’acciaieria elettrica da parte di Jindal siano inseriti, insieme, nel primo step di ripartenza dell’impianto di Piombino. Quindi subito, senza ulteriori indugi".

Così la Federazione del Partito Democratico è intervenuta a margine della riunione tenutasi in videoconferenza per il rilancio dello stabilimento siderurgico di Piombino (leggi qui l'articolo collegato).

"La fabbrica senza la produzione di acciaio non si sostiene economicamente e questo dato di fatto, ormai acclarato, ha spinto con decisione il Governo a imporre questa soluzione. - hanno proseguito dalla Federazione - C’è la Regione che conferma i 30 milioni di euro per la transizione ecologica del sito, continua a sollecitare l’avvio degli smantellamenti e delle demolizioni degli impianti dismessi, già finanziati nell’accordo di programma 2018 e che ha inserito, grazie al lavoro del Consigliere regionale Anselmi, 150 milioni per le bonifiche del Sin di Piombino nella proposta regionale per il Recovery Fund. C’è anche Rfi che dimostra l’importanza strategica di Piombino con un accordo da 900 milioni di euro per le forniture dei prossimi dieci anni. Jindal, invece, chiede un ulteriore rinvio al 31 Gennaio per la presentazione del piano industriale esecutivo".

"Una richiesta che lascia ancora una volta in sospeso la definizione delle strategie per Piombino e che ritarda per il nostro polo siderurgico la riconquista di spazi nel mercato dell’acciaio che guarda proprio ai primi mesi del 2021 per la ripresa post Covid. - hanno aggiunto - Un mese di attesa in una situazione complessa sotto il profilo dell’occupazione, resa ancora più incerta e difficile dallo stato di profondo deterioramento degli impianti che, non più tardi di qualche giorno fa, hanno messo a rischio nuovamente l’incolumità dei lavoratori. Le istituzioni e la politica hanno creato tutte le condizioni migliori per l’imprenditore indiano che oggi non ha più alibi. I lavoratori e i sindacati hanno lavorato e atteso con serietà e responsabilità. Ora tocca a Jindal. Altrimenti è bene che si volti nuovamente pagina per il bene di Piombino e del territorio".

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